GALLARATE – Gallarate piange Giovanni Bianchi. È morto lo storico pasticciere, vera e propria icona in città del mondo dei dessert. Aveva 81 anni.
Il maestro dei dolci
Amato e stimato artigiano dei dolci, lascia la moglie e le figlie. Ma lascia anche tutti quei clienti che fin dall’inizio – dal 1934, come recita l’insegna della bottega in centro – l’hanno avuto come punto di riferimento, amanti di torte e pasticcini. Figlio d’arte, già da molto giovane ha mosso i primi passi nel negozio della famiglia. Qui, dal padre Oreste, ha imparato i trucchi del mestiere, crescendo sempre di più. Fino a rendere l’attività una solida certezza del mondo della pasticceria, dando rilievo a prodotti noti come gli amaretti o i cammelli di pasta sfoglia, simbolo della tradizione all’Epifania. Oltre al negozio del centro, nel 2008 è stata inaugurata una nuova attività vicino a largo Buffoni.
La sua gentilezza e professionalità si ritrovano nelle parole d’affetto che il mondo dei social ha già riservato nei suoi confronti. «Un uomo meraviglioso», si legge. Oppure: «Un uomo semplice, educato, gentile». E poi: «Ci mancherai tantissimo», «un uomo buono», «ci lascia un pezzo di storia». Oltre ai molti messaggi di condoglianze rivolti alla famiglia.
«Gallarate conserva il suo esempio»
«È con grande tristezza che la città di Gallarate apprende la scomparsa di Giovanni Bianchi, volto storico e amatissimo della pasticceria locale, protagonista di un percorso professionale che ha segnato generazioni, radici e tradizione», le parole di Rocco Longobardi, assessore alle Attività Economiche. «Ha incarnato con dedizione il valore dell’artigianalità, della qualità, della passione per i dolci che diventano memoria e identità di comunità. Con la sua attività ha costruito non solo un’impresa, ma un luogo di incontro, un simbolo del saper fare e dell’accoglienza che da sempre contraddistingue la nostra città». E ancora: «Desidero sottolineare quanto il lavoro di Giovanni abbia contribuito al tessuto economico e sociale di Gallarate: il suo impegno, la sua attenzione per i collaboratori, la sua capacità di innovare restando fedele alla tradizione, hanno rappresentato un valore per tutto il comparto artigiano della nostra città. Alla famiglia, agli amici, ai collaboratori e a tutti coloro che lo hanno conosciuto e stimato vanno il nostro pensiero e la nostra vicinanza». Conclude: «Gallarate perde oggi un artigiano insigne, ma conserva nel cuore il suo esempio: la passione per il mestiere, l’amore per la città, il sorriso con cui ogni mattina apriva la sua bottega e accoglieva chiunque entrasse. Nel suo ricordo, continuiamo a valorizzare le attività artigianali come motore di identità, lavoro e comunità».
Addio a don Giacomo Pezzoni. È stato cappellano degli ospedali di Busto e Gallarate
