Murale sfregiato alla Buca, PD: «Fermare l’odio». E il sindaco: «Pago io il lavoro»

BUSTO ARSIZIO – Lo sfregio al murale inclusivo alla “Buca” di via Salgari – coperto con la scritta “Remigrazione” e con una croce celtica – irrompe in consiglio comunale. «Non è solo un imbrattamento – il monito del capogruppo PD Maurizio Maggioni – è stato proclamato un proposito violento, la remigrazione come politica di esclusione». E il sindaco Emanuele Antonelli: «Chiedo ai volontari di andare a coprire quella scritta indecente. Sono pronto a intervenire personalmente per pagare il loro lavoro».

Il dibattito

Dopo l’ondata di indignazione suscitata dal caso, reso pubblico dall’associazione Liberi di Crescere – i cui ragazzi erano stati protagonisti della realizzazione dell’opera insieme allo street artist basato a Madrid NSN997 – , anche l’assemblea civica ha voluto occuparsi della vicenda. Nel corso degli interventi liberi da tre minuti, a inizio seduta, il primo a intervenire sul caso è stato il capogruppo del PD Maurizio Maggioni: «I volontari e i ragazzi di Liberi di Crescere ci hanno chiesto non solo di condannare ma di riaffermare che la città non accetta l’odio, la violenza. Quello sfregio ci sta dicendo che “remigrazione” non è solo il rimpatrio forzato di chi è violento o commette reato, ma una politica di esclusione generalizzata, espressa con l’oltraggio all’espressione grafica dell’umanità unita. È nostro dovere qui a Busto evitare di far crescere la piramide dell’odio». Con un’offerta di collaborazione per il rilancio della “Buca” «come luogo di socializzazione».

L’offerta del sindaco

Anche il sindaco Antonelli ha voluto tornare sul tema: «Mi associo al consigliere Maggioni ma anche all’assessore Sabba, che ha chiamato “deficienti” gli autori di quelle scritte, per me sono “super deficienti”. Faccio un appello ai ragazzi che hanno realizzato quel murale: se possono andare a sistemarlo e a coprire quella scritta indecente. E se posso intervenire personalmente per pagare il loro lavoro lo faccio volentieri». L’imbrattamento nei giorni scorsi era stanno condannato pubblicamente anche dal consigliere della Lega Vincenzo Marra – «un gesto che ferisce non soltanto chi l’ha dipinta, ma l’intera comunità» – e dal capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Geminiani – «un gesto sconsiderato e sbagliato. Busto merita rispetto. Merita attenzione».

La condanna di Liberi di Crescere

Così si è espresso sui social Luca Roccatello, presidente di Liberi di Crescere:

Non so chi tu sia ma devi sapere che ci sei riuscito.

Hai trovato quella parola: “remigrazione”, che tanti, forse troppi, non hanno avuto il coraggio di condannare, il significato di ciò che hai scritto ha superato il tuo vile atto. Noi non condanniamo il significato, non vogliamo fare politica, a noi fa male il tuo gesto: il gesto barbaro di sporcare qualcosa nato dalle nostre mani, dai sorrisi dei nostri ragazzi, dal desiderio di rendere quel luogo vivo e aperto a tutti.

Quel murales non inneggiava all’immigrazione, parlava di vita, di colore, di inclusione.

Con una sola parola hai danzato sull’ignoranza di chi confonde inclusione con immigrazione, diversità con differenza di pelle, come se l’essere umano potesse essere ridotto a una sfumatura o a un’etichetta.

Ora siamo costretti a leggere commenti del tipo “Ha fatto bene…”, “Non vedo errori…”, “la Remigrazione è l’unica soluzione…”

Insomma sei riuscito ad oscurare tutto ciò che c’era sotto con qualcosa che nulla c’entra con il significato della nostra opera.

Hai politicizzato un atto vandalico, e sei riuscito a mettere a tacere un’intera classe politica.

Perché se avessi scritto “W la figa”, molti avrebbero riso, ma tutti avrebbero condannato.

Se avessi scritto “A morte i negri”, tutti avrebbero gridato al razzismo.

Ma hai scelto una parola “di mezzo”, furba e vile, che qualcuno usa nei comizi e altri fingono di non capire.

Sappi però una cosa: non hai vinto tu.

Perché la nostra risposta, quella dei nostri ragazzi, dei volontari, delle famiglie, sarà la stessa di sempre: ricostruire, colorare, restituire bellezza.

Quel muro tornerà a splendere come lo aveva immaginato l’artista, e ancora di più.

Perché noi crediamo che l’amore, la fatica e la dignità di chi costruisce valgano sempre più del rumore di chi distrugge.

“Remigrazione” sul murale per l’inclusione. Lo sfregio alla Buca di via Salgari a Busto

busto arsizio murale buca – MALPENSA24
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