NOVARA – Alla fine ce l’ha fatta: Alessandro Antonio Bellan da oggi è presidente dell’Ente di gestione delle Aree protette del Ticino e del Lago Maggiore. Lo ha nominato “motu proprio” il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, su proposta dell’assessore competente, Paolo Bongioanni, anch’egli di FdI.
Una soluzione “d’imperio” ampiamente annunciata
Una scelta ampiamente annunciata: la decisione di procedere d’imperio da parte di Cirio era l’unica possibile per uscire da un’impasse clamorosa in cui il centrodestra si era trovato dopo due bocciature sonore nelle assemblee della comunità dei sindaci del Parco, che aveva bocciato il nome di Bellan sia a maggio che in seconda lettura in ottobre.
Commissariamento in corso da 11 mesi
Una vicenda spinosa per il centrodestra: l’Ente – che dopo la riforma di alcuni anni fa, gestisce oggi oltre 20 aree protette del quadrante nordorientale del Piemonte, nel territorio di 60 Comuni nelle province di Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli e Biella – è rimasto commissariato da gennaio, quando è scaduto il mandato della precedente presidente, Erika Vallera, avvocato e consigliere comunale a Candelo in provincia di Biella.
Poltrona assegnata a FdI, ma indigesta per la Lega
Nello scacchiere della divisione delle poltrone del centrodestra regionale, la casella di questo ente è da tempo stata assegnata a Fratelli d’Italia. E Bellan è un esponente di primo piano tra i meloniani della provincia di Novara, membro del direttivo provinciale. Ma il suo nome non ha fatto fare salti di gioia agli alleati, in particolare alla Lega: Bellan nelle ultime elezioni comunali ha sostenuto a Oleggio, il suo comune, la candidatura a sindaco di Massimo Marcassa contro quella del sindaco leghista uscente (e poi riconfermato) Andrea Baldassini.
In più sembra che lo stesso candidato non si sia mosso più di tanto per farsi conoscere dai primi cittadini, che per ben due volte gli hanno chiuso la porta in faccia. Così non è rimasta che la nomina di autorità da parte del presidente della Regione
Rossi (Pd): “amichettismo” di Fratelli d’Italia
A mettere sotto accusa il modo di procedere del governo regionale e della maggioranza di centrodestra è stato il segretario regionale del Pd Domenico Rossi. «Non conosco il nuovo presidente – dice Rossi – ma da un punto di vista politico la scelta di nominarlo va contro i sindaci del territorio e sacrifica il Parco del Ticino e il territorio novarese sull’altare delle tensioni interne al centrodestra e all’amichettismo di Fratelli d’Italia»
«Nonostante la maggioranza dei sindaci appartenga al centrodestra il candidato ha collezionato due bocciature. La giunta invece di prendere atto che non era la proposta giusta è andata avanti e oggi arriva una nomina di imperio» commenta Rossi aggiungendo che si tratta di «uno schiaffo ai sindaci che hanno tenuto la schiena dritta, rivendicando una scelta fondata sul merito e il dialogo con il territorio e non sulle appartenenze. Con quale legittimità il nuovo Presidente condurrà il parco? A chi darà ascolto? Alla comunità del Parco che non lo ha sostenuto o all’assessore di Cuneo?».
Cameroni e Godio (FdI): premiate competenza e esperienza
Raccontano una storia completamente diversa i consiglieri regionali novaresi di FdI, Daniela Cameroni e Gianluca Godio, per i quali la scelta di Cirio «riconosce il valore del percorso compiuto da Bellan all’interno dell’Ente: negli anni ha maturato un’esperienza profonda e diretta, ricoprendo il ruolo di vicepresidente e, in precedenza, quello di componente del Consiglio degli Enti di gestione. Un bagaglio che rappresenta una garanzia di continuità amministrativa, conoscenza del territorio e solidità istituzionale».
E aggiungono una serie di elogi, parlando di «competenza, visione equilibrata nella gestione delle politiche ambientali e capacità di dialogo con istituzioni, comunità locali e operatori del settore», aggiungendo una dose di lodi all’assessore Bongioanni, «che – scrivono i consiglieri – con determinazione e presenza costante ha contribuito in maniera decisiva a completare la composizione degli organismi direttivi dei parchi piemontesi. La sua visione e il suo lavoro hanno rafforzato una governance più funzionale, moderna e realmente vicina alle esigenze dei territori».
