Quasi Almici. A giorni l’annuncio ufficiale del candidato del centrodestra a sindaco di Legnano

Mario Almici, Federico Amadei, Lorenzo Radice
Da sinistra: Mario Almici, Federico Amadei e Lorenzo Radice

LEGNANO – Il suo nome girava da tempo negli ambienti della politica locale. Ora, stando alle voci filtrate dalle file del centrodestra, pare certo che il candidato a sindaco di Legnano alle elezioni amministrative del prossimo anno sarà lui: Mario Almici, 55 anni, legnanese doc anche se nato a Milano, sposato, una figlia, diplomato all’istituto “Carlo Dell’Acqua”. Almici lavora in una società di mediazione creditizia con sede nel capoluogo, è assessore al bilancio del Comune di Parabiago nella giunta del sindaco Raffaele Cucchi, nonché fedelissimo contradaiolo di Sant’Erasmo.

Com’era nei piani della coalizione, l’uomo di punta della squadra che tenterà di riprendersi Palazzo Malinverni è di Fratelli d’Italia; lo sosterranno gli alleati Lega e Forza Italia, a cui si dovrebbero aggiungere due liste civiche: quella della Lista Toia Sindaco, già rappresentata oggi in consiglio comunale al pari delle altre, e una inedita, guidata dall’ex consigliere Daniele Berti. L’annuncio ufficiale è questione di giorni, «sicuramente prima di Natale» fanno sapere sempre dal centrodestra legnanese. Tramonta così l’ipotesi di un’altra candidatura al femminile, quella della consigliera regionale di Fdi Maira Cacucci, dopo il precedente di cinque anni fa, ma in quota Lega, di Carolina Toia.

Probabile corsa a tre

Sul fronte opposto, quello della maggioranza, appare scontata la scelta del sindaco in carica Lorenzo Radice di ricandidarsi per un secondo mandato. Forte del sostegno del Pd e di tre liste civiche (Insieme per Legnano, Legnano Popolare e riLegnano) Radice, eletto nell’ottobre del 2020, ha goduto della proroga del mandato disposta dal governo per gli amministratori che hanno dovuto fare i conti con l’emergenza Covid, allungando così i tempi della propria gestione della città.

Terzo incomodo sarà Federico Amadei, a capo di un variegato raggruppamento che comprende fra gli altri Rifondazione comunista, Verdi e Cinque Stelle oltre al Movimento dei Cittadini di Franco Brumana: tutte liste che cinque anni fa si presentarono ciascuna con un proprio candidato sindaco. Dopo la clamorosa rottura proprio con la maggioranza di Radice, Amadei ha fatto gruppo a sé in consiglio comunale ed è stato il primo a rompere il ghiaccio, presentando la propria candidatura e i punti salienti del programma elettorale quasi due mesi fa. Il suo sogno è che la partita tra centrosinistra e centrodestra non si risolva al primo turno ma vada ai “supplementari”, cioè al ballottaggio dove proprio il suo Patto Civico potrebbe fare da ago della bilancia, con un peso in voti ridotto rispetto agli avversari ma decisivo, così da influenzare le scelte della prossima giunta.

Fdi primo partito

L’ultima consultazione elettorale a Legnano sono state le Europee 2024. In quella circostanza Fdi si confermò il primo partito in città (come già alle Politiche di due anni prima) con il 30,8% dei consensi, ma insieme a Lega (10,3%) e Forza Italia-Noi Moderati-Ppe (8,4%) sfiorò la maggioranza assoluta, senza raggiungerla per mezzo punto percentuale. Ai Dem andò il 23,8% dei consensi, mentre Alleanza Verdi e Sinistra prese il 7,1 e l’M5s il 6,6%. Restano ancora da conoscere le mosse di Azione e Italia Viva che insieme, alle Politiche del 2022, furono capaci di superare la Lega in quella che è una delle sue città simbolo. Ma, si sa, gli scenari politici su scala nazionale negli anni cambiano e possono contribuire a rimescolare le carte anche a livello locale.

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