Torri, parco, Cycling hub: primo Sì a Saronno alla rinascita dell’ex Isotta Fraschini

SARONNO – Il nuovo volto dell’ex Isotta Fraschini si svela e in consiglio comunale arriva il primo via libera alla variante urbanistica con i voti della maggioranza e di Novella Ciceroni (Obiettivo Saronno). Sorgeranno torri da 12-14 piani, un parco a uso pubblico da 60mila metri quadrati, il Cycling hub del Team UAE Emirates di Tadej Pogacar e un polo formativo. «Noi vogliamo che il progetto parta velocemente» le parole con cui la sindaca Ilaria Pagani motiva il “blitz” per l’approvazione del Piano integrato di intervento. L’opposizione sale sull’Aventino, con il solo Raffaele Fagioli (Lega) a dire “No” dopo aver chiesto «le dimissioni» della sindaca.

Il Piano

La rinascita dell’area dell’ex Isotta Fraschini, proposta da “Saronno Città dei Beni Comuni“, punta a trasformare 120.000 metri quadrati di archeologia industriale dismessa nel nuovo cuore verde di Saronno. Il progetto prevede un parco asservito a uso pubblico da 60.000 metri quadrati e un polo educativo di oltre 13.700 tra la Fondazione Daimon all’ex scuola Bernardino Luini (corsi post diploma ITS e IFTS) e un polo universitario di alta formazione, con il sogno dell’Accademia di Brera che forse non è ancora sfumato. Il piano bilancia 42.400 metri quadrati di residenze (tra libera, convenzionata e sociale) con 13.800 di terziario e un innovativo cycling hub destinato ad ospitare il quartiergenerale del Team UAE Emirates di Tadej Pogacar. Con la bonifica in corso e un parcheggio interrato da 230 posti, l’intervento ricuce il distretto via Milano-Retrostazione, lasciando a carico dei privati i costi di manutenzione del verde urbano.

Lo scontro politico

Ma in aula è bagarre. Una vera e propria maratona, iniziata con la riunione della commissione chiesta da Obiettivo Saronno e disertata dagli altri gruppi di opposizione. In consiglio lo scontro entra subito nel vivo con la richiesta di sospensiva, avanzata da Lorenzo Azzi (Forza Italia) per i gruppi di opposizione e affossata al voto a colpi di maggioranza. Dopo le relazioni, con l’assessore all’urbanistica Nicola Gilardoni che difende le scelte dell’amministrazione ma anche la trasparenza («non è una delega in bianco»), il dibattito è estremamente serrato. E se Novella Ciceroni (Obiettivo Saronno) motiva il suo sostegno, critico, al Piano con l’esigenza di «non lasciare Saronno ferma per altri vent’anni», l’opposizione non fa sconti. Contestando il metodo, dall’ex sindaco Augusto Airoldi (Saronno Civica) che sostiene di «non aver avuto il tempo sufficiente per valutare» a Luca Amadio (indipendente) che accusa: «Non ci avete nemmeno permesso di avere dubbi, qualcuno mi spieghi perché avete dovuto e voluto convocare il consiglio in così poco tempo». Ma anche il merito, con Agostino De Marco (Forza Italia) che rinfaccia «l’edilizia convenzionata a 2800 euro al metro quadrato» e Gianpietro Guaglianone (Fratelli d’Italia) che parla di «forzatura» e arriva a citare la sinistra radicale altermondialista di Attac Saronno per additare l’amministrazione di aver «scelto il modello milanese della città dei ricchi». Ma per Mauro Rotondi (PD) è un esempio di edilizia «di sinistra» e per Matteo Sabatti (Insieme per Crescere) è «una scelta che guarda alle nuove generazioni».

L’intervento della sindaca

A chiudere il dibattito è la sindaca Ilaria Pagani. «Noi vogliamo che il progetto parta velocemente – risponde così alle accuse di “blitz” – l’adozione è l’inizio di un percorso, non la fine. Tutti vogliono riqualificare e parlano di rigenerazione, poi quando si arriva al momento degli atti, delle responsabilità e delle decisioni scatta la marcia indietro. Accampando scuse che, da chi fatto accesso agli atti e da chi ha governato nei cinque anni precedenti, hanno dell’incredibile». Il primo cittadino rimarca «sostenibilità, servizi, qualità urbana e  coerenza con il contesto» e parla di una «proposta che mantiene le promesse e si allinea agli strumenti urbanistici, nel rispetto delle regole», svelando l’obiettivo di «restituire ai saronnesi un’area valorizzata e finalmente fruibile per tutti».

Primo atto

Dopo oltre tre ore e mezza di discussione, rimangono in 18 a votare. La maggioranza più Novella Ciceroni dicono Sì al Piano, mentre il leghista Fagioli si esprime contro. E il primo atto della rigenerazione dell’ex Isotta Fraschini supera lo scoglio del consiglio. Ora, con la pubblicazione del Piano, scattano il tempo delle osservazioni (30 giorni più 30) e la valutazione di impatto ambientale: nel giro di sei mesi circa si tornerà in aula per l’approvazione definitiva.

«Blitz natalizio» sull’ex Isotta Fraschini, a Saronno M5S contro Pagani: «Ritiratelo»

saronno isotta fraschini consiglio – MALPENSA24
Visited 484 times, 1 visit(s) today