MAGENTA – Il Parco del Ticino ha provveduto a liquidare alle proprie aziende agricole gli indennizzi per i danni arrecati dalla fauna selvatica alle colture relativi agli anni 2023 e 2024. Grazie al dialogo e alla collaborazione con Regione Lombardia, che ha messo a disposizione i fondi necessari, gli indennizzi sono stati erogati a 36 aziende agricole che hanno subìto i danni nel 2023, a cui è stato assegnato un importo pari a 160.423,78 euro, e a 38 aziende agricole che hanno registrato i danneggiamenti l’anno scorso: ad esse è stato assegnato un importo pari a 110.953 euro.
Rognoni: «Fondamentale contenere i cinghiali»
«Il Parco – osserva l’Ente istituito nel 1974 – garantisce al mondo agricolo, ormai da 40 anni, un costante servizio di assistenza alle aziende basato sul supporto per la presentazione delle denunce di danno da fauna selvatica, in particolare cinghiali, di individuazione delle più idonee misure di prevenzione, di pronta esecuzione degli accertamenti e delle stime, di liquidazione degli indennizzi spettanti alle aziende. Fondamentale è anche l’impegno profuso per il contenimento delle specie più impattanti, prima fra tutte il cinghiale, portate avanti dai nostri guardiaparco con il fondamentale supporto degli operatori faunistici volontari appositamente formati».
Come osserva il presidente del Parco del Ticino Ismaele Rognoni (nella foto in alto) «il riconoscimento dell’indennizzo per questi danni crediamo sia un atto doveroso nei confronti delle aziende agricole del nostro territorio che tutti i giorni svolgono l’attività produttiva all’interno dell’area protetta. La tutela delle componenti ambientali del Parco passa attraverso la certezza che le aree agricole svolgono un ruolo fondamentale per il mantenimento e il miglioramento della qualità ambientale del suolo, delle acque e dei campi coltivati. Un sentito ringraziamento va a tutti i dipendenti del Parco coinvolti nell’attenta gestione di questa complessa attività, ai nostri operatori faunistici volontari per l’incessante supporto nel contenimento del cinghiale e a Regione Lombardia per la sensibilità dimostrata anche in questa occasione».
Lo spettro della peste suina
Anche quest’anno è stata infatti la Regione a destinare ai Parchi lombardi le risorse economiche necessarie. «La liquidazione degli indennizzi agli agricoltori del Parco del Ticino rappresenta una risposta concreta, doverosa e attesa nei confronti di chi opera quotidianamente in un’area di straordinario valore ambientale e produttivo – rimarca l’assessore regionale al territorio e sistemi verdi Gianluca Comazzi – Regione Lombardia ha messo a disposizione le risorse necessarie affinché i danni provocati dalla fauna selvatica non ricadano sulle spalle delle aziende agricole, riconoscendo il ruolo essenziale che il mondo agricolo svolge nella tutela del suolo, delle risorse idriche e del paesaggio. Sostenere gli agricoltori significa garantire presidio del territorio, equilibrio ambientale e continuità produttiva: un impegno che Regione Lombardia intende portare avanti».
Gli sforzi di Regione Lombardia e del Parco sono stati particolarmente importanti negli ultimi anni a causa della diffusione della Psa, il virus della peste suina africana, veicolato anche dai cinghiali e molto pericoloso per gli allevamenti suinicoli. L’azione di monitoraggio e prevenzione svolta dal Parco, in stretta sinergia con le autorità sanitarie e con la Regione, ha permesso di contenere la diffusione del virus attivando nel contempo le necessarie azioni di contenimento selettivo della specie cinghiale. Regione Lombardia e Parco del Ticino proseguiranno nei prossimi anni a mantenere stretti rapporti di collaborazione per garantire la tutela delle peculiarità ambientali del più grande Parco fluviale d’Europa nonché per sostenere e valorizzare le attività agricole, con le loro fondamentali funzioni produttive e di presidio dell’agroecosistema.
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