CASSANO MAGNAGO – Parla d’arte, parla d’impegno sociale, parla di politica. Parla degli ultimi, parla di uomini e donne e parla di libertà. Con un pensiero che va anche all’Iran di oggi: «Una popolazione che si ribella alla tirannia e alla teocrazia è sempre qualcosa che scalda il cuore». Zerocalcare, il noto fumettista romano, ne ha parlato a Cassano Magnago. Dove uno a uno ha ricevuto i moltissimi fan in fila per una firma e un disegno personalizzato sui loro libri o volantini. Lo ha fatto nel suo stile, si direbbe che è uno di noi: quella persona della porta accanto che chiacchiera e si interessa anche della vita comune degli altri. E lo ha dimostrato ancora una volta al Saloon Anatolia oggi, 16 gennaio, il nuovo ristorante-kebab che lui stesso ha inaugurato. Non a caso in questo locale: un po’ perché Michele Rech – il suo vero nome – non è mai banale, un po’ per cogliere l’occasione di sostenere attivamente il Nuovo Cinema Amude. Guarda l’intervista:
La Siria e la causa curda
La Siria e la causa curda accompagnano spesso l’attività artistica di Zerocalcare. «La conosco da 14 anni e l’ho seguita in maniera altalenante, in adolescenza. Quando poi, nel 2014, è riscoppiata la rivoluzione nel Nord del Paese, i giornali hanno ricominciato a parlarne. E io ho cercato di approfondire». Il pensiero va anche all’Iran, che in questi giorni è all’ordine delle cronache di tutto il mondo per le pesanti proteste in piazza: «Cosa ne penso? Quello che pensano tutte le persone di buon senso». Spiega: «Una popolazione che si ribella alla tirannia e alla teocrazia è sempre qualcosa che scalda il cuore». E ancora: «Drammatico invece quando si vedono le immagini dei morti. Chiunque sarebbe orripilato. La speranza è che questo afflato di liberazione che si vede nelle strade riesca a trovare uno spazio che non sia né la repressione e nemmeno la strumentalizzazione».
Politica e rivoluzione. Ma anche arte
Politica e rivoluzione. Ma anche arte. E, nello specifico, il fumetto, espressione che rende Zerocalcare un riferimento per più generazioni. «La fortuna del fumetto – dice – è che difficilmente può essere sostituito dall’intelligenza artificiale». Il motivo: «Il disegno e l’illustrazione pura sono molto più minacciate, ma da chi non capisce un c***o». Infatti, «la mano dell’uomo si vede molto e chi la riconosce la preferisce all’Ai». Leggere un fumetto, così come leggere un buon romanzo, «è come sbirciare attraverso le viscere di chi ha scritto. l’Ai non ce le ha, le viscere. E questo si sente ancora tanto».
Il Nuovo Cinema Amude
Al centro dell’evento, poi, il sostegno al Nuovo Cinema Amude. Gli incassi raccolti, infatti, andranno a sostegno di questo spazio di formazione che sta prendendo forma nel Rojava, «terra che prima ha visto l’invasione dell’Isis con la resistenza delle combattenti e dei combattenti curdi. Poi, una vera e propria rivoluzione». Un’esperienza «sempre minacciata, nell’ultimo decennio, dalla Turchia e dai gruppi islamisti. Ma è ancora modello di convivenza e dovrebbe ispirare, giusto continuare a parlarne».
L’incendio che si vede del cinema
Il progetto del Nuovo Cinema Amude fa riferimento all’incendio del 13 novembre 1960. Centinaia di studenti furono portati al cinema ad Amûdê, il Şehrazad, per la proiezione del film egiziano Il fantasma di mezzanotte. Ma improvvisamente le fiamme cominciarono a salire e si propagarono in tutta la sala. Non fu mai chiarita quale fu la causa dell’incendio. Ora, con questo nuovo progetto, si punta a mantenere vivo il ricordo di chi perse la vita quel giorno. Oltre che aiutare a ricostruire la memoria collettiva dei popoli e delle culture che vivono nella città e più in generale nel Nord Est della Siria.
Nuovo pizza-kebab a Cassano: il primo ospite è il fumettista Zerocalcare
