BUSTO ARSIZIO – «Nascite in diminuzione e aborti in aumento, è un dato oggettivo». Il Centro di Aiuto alla Vita di Busto Arsizio “Anna e Giovanni Rimoldi” OdV lo svela nei numeri: nel 2020 negli ospedali di ASST Valle Olona (Busto Arsizio e Gallarate), dove opera il CAV, venivano alla luce 1840 bambini, e si eseguivano 201 aborti, mentre tre anni dopo le nascite sono scese a 1.348 e le interruzioni di gravidanza salite a 330. E in due casi su tre si è trattato di aborti farmacologici, ovvero provocati dalla pillola RU486.
La pillola abortiva cambia tutto
È un mondo che sta cambiando, quello che gira attorno all’attività del CAV. «Incontriamo le donne in ospedale quando hanno già deciso di intraprendere l’interruzione volontaria di gravidanza di tipo chirurgico. Non riusciamo invece a intercettare chi ricorre all’aborto farmacologico con RU486, oggi la modalità più diffusa, perché i tempi sono molto più rapidi e l’iter estremamente veloce» rivela Giovanna Bizzarri, vicepresidente del Centro di Aiuto alla Vita di Busto Arsizio. L’obiettivo del CAV però è sempre quello di «far comprendere che ciò che appare come un buco nero può diventare una possibilità meravigliosa. Ogni bambino ha un valore immenso per la società e per ciascuno di noi». Anche «di fronte alla diffusa solitudine, fatta di paura e sfiducia» che caratterizza questi tempi.
La Giornata per la Vita
L’occasione per riflettere sul tema è, anche quest’anno, l’imminente ricorrenza della Giornata per la Vita, giunta alla 48ª edizione, che a Busto Arsizio e in Valle Olona si declina con il Primula Day, iniziativa di sensibilizzazione e sostegno che coinvolgerà le Parrocchie del territorio nel fine settimana. Tra le iniziative, venerdì 30 gennaio alle 21 la “Veglia per la Vita” a Sacconago, preceduta alle 20.30 dalla presentazione delle opere artistiche in chiesa vecchia a cura della prof. Augusta Grilli, mentre sabato 31 e domenica 1° febbraio, sui sagrati delle parrocchie di Busto Arsizio e della Valle Olona, verranno distribuite, dietro offerta, le primule per sostenere concretamente l’attività del CAV.
Il bilancio dell’attività 2025
Nell’anno appena concluso il CAV di Busto ha accompagnato la nascita di 25 bambini, assistendo complessivamente 41 donne. Il 77,5% delle gestanti è di origine straniera, con una forte presenza di donne di origine africana (42%). La difficoltà più frequentemente dichiarata è quella economica e lavorativa, indicata nel 47% dei casi, seguita dai problemi abitativi (13,5%) e dalle criticità nelle relazioni di coppia. Dal 1989, anno di fondazione, i bambini nati grazie al sostegno del CAV sono complessivamente 1.447. La risposta del CAV sono azioni di sensibilizzazione, ma anche «percorsi personalizzati di accompagnamento, dall’accesso alle misure di sostegno come il progetto Nasco CAV, all’assistenza legale e alla ricerca di un alloggio – come spiega Bizzarri – ci prendiamo cura anche delle donne che affrontano un aborto spontaneo, accompagnandole nel percorso successivo».
A Busto una Culla per la Vita nella sede di Croce Rossa. Il CAV fa nascere 34 bimbi

