VARESE – Sono in molti, tra coloro che le conoscono, a considerarle vere artiste. Magari sui generis rispetto ai tradizionali canoni dell’arte, ma Lorena e Regina Bollasina non hanno bisogno di identificazioni particolari per esprimere un talento che ha radici nel lontano Oriente. Una capacità, la loro, che dal 1994 hanno profuso nel loro atelier di via Griffi, la Colori d’Asia, luogo iconico di un modo inusitato per Varese di proporre oggetti, ornamenti, gioielli, mobili ispirati agli Ikat, i tessuti dell’isola di Sumba, simbolici e misteriosi, affascinanti e carichi di colori, appunto.
Oltre tre decenni di un’attività che ora, sull’incedere di mode e abitudini nuove, chiude, lasciando orfana la città di un negozio molto particolare, quasi unico nel suo genere, di sicuro il primo ad occuparsi della pratica degli Ikat. Non a caso un volume che spiega la tecnica e le profonde motivazioni religiose e rituali di chi dà forma e vita a questi tessuti porta la firma di Lorena e Regina Bollasina. Un negozio, si diceva, diventato negli anni, riferimento di incontri culturali e di dibattiti, un luogo di aggregazione e conoscenze.
Ora le due sorelle abbassano la saracinesca con l’impegno di continuare a creare sete e gioielli, per proporle a un mercato magari di nicchia, ma alla ricerca di motivazioni che vadano al di là dei gusti del momento, per rifarsi a un passato e a una storia che richiama sempre e comunque alla spiritualità. E’ in questo contesto che sabato 31 gennaio hanno salutato i loro clienti, meglio, i tantissimi amici, dando loro un arrivederci sulle vie dell’arte, quelle che, affrancate dalle mere esigenze commerciali, conducono dritti all’anima e al cuore di ciascuno di noi.
