Saronno, omicidio Baldo: accolta la richiesta di perizia psichiatrica sulla nuora

Nella foto l'avvocato Angelo Murdolo

BUSTO ARSIZIO – Accolta la richiesta di perizia psichiatrica a carico di Elena Pagani, rigettata la nuova istanza di ammissione al rito abbreviato presentata oggi, venerdì 13 febbraio, dall’avvocato Angelo Murdolo, difensore di Pagani, davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Busto Arsizio presieduta da Rossella Ferrazzi (Daniela Frattini a latere).  Pagani è accusata, arrestata in flagranza con successiva confessione, dell’omicidio di Romolo Baldo, 86 anni, accoltellato nella sua abitazione in via Pio XI a Saronno nella tarda mattinata dello scorso 9 giugno. Baldo era il padre del compagno della donna, tutti e tre erano conviventi in quella casa.

La richiesta di abbreviato

L’avvocato Murdolo ha chiesto di fatto la riqualificazione dei capi di imputazione sulla base di una perizia medico legale di parte, relativa a delle ecchimosi rilevate sull’avambraccio di Pagani, che a parere del difensore escluderebbe una delle due aggravanti contestate, quella della minorata difesa. L’istanza, già presentata con identico esito in udienza preliminare lo scorso 16 gennaio, è stata rigettata. La Corte ha ammesso come parte civile la figlia della vittima.

La perizia psichiatrica

Accolta, con consenso da parte di tutti, la richiesta di perizia psichiatrica sull’imputata (con affidamento incarico il prossimo 5 marzo) che dovrà stabilire la capacità di intendere e di volere della donna al momento del fatto e di conseguenza la sua imputabilità. La donna «Il 9 giugno ha avuto una crisi psicotica sfociata nella paranoia – aveva già spiegato il legale –. Ha percepito il suocero come un pericolo, il suo è stato un raptus, tanto da avere ancora oggi un black out sull’accaduto. All’epoca del fatto erano evidenti diversi lividi sull’avambraccio della mia assistita causati verosimilmente dalla vittima che l’ha afferrata con forza. Lividi che potrebbe indicare un’avance da parte di Baldo, così come un suo tentativo di difesa. C’è infine la perizia psichiatrica richiesta dalla stessa Procura di Busto, in cui emerge che la signora Pagani ha agito in uno stato di minorata capacità di intendere e di volere (c. d. vizio parziale di mente), perizia che sottolineo, è stata eseguita sulla donna diversi giorni dopo il fatto, quando la mia assistita era già stata compensata con i farmaci».

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