MILANO – Sono quattro i poliziotti che questa mattina sono stati interrogati dai colleghi della Squadra Mobile di Milano, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal Procura meneghina sulla morte di Abdherraim Mansouri. L’audizione dei testimoni e degli indagati punta a chiarire le circostanze della morte del 28enne di origine marocchina, avvenuto lo scorso 26 gennaio durante un’operazione antidroga a Rogoredo, alla periferia di Milano. Al centro del confronto ci sono i numerosi punti d’ombra emersi dai primi rilievi tecnici. I magistrati intendono far luce sulla presunta presenza di una pistola giocattolo nelle mani della vittima, un dettaglio che la difesa dei familiari smentisce con decisione. Sotto la lente della Procura c’è anche il presunto ritardo di circa venti minuti nella chiamata dei soccorsi, mentre il giovane si trovava a terra agonizzante.
Le accuse
I quattro agenti, appartenenti al Commissariato Mecenate, sono indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso aggravata. Secondo l’ipotesi accusatoria, i poliziotti avrebbero fornito versioni non veritiere sulla dinamica dei fatti e avrebbero taciuto la presenza di altri testimoni nel boschetto, aiutando così il collega che ha materialmente esploso il colpo. Quest’ultimo è attualmente indagato per omicidio volontario.
La tragedia
L’intera vicenda ha avuto inizio nel pomeriggio del 26 gennaio, durante un controllo in una nota piazza di spaccio. Gli esiti iniziali dell’autopsia indicherebbero che Abdherraim Mansouri sia stato colpito alla testa da una distanza di circa venti metri. Gli accertamenti della Polizia Scientifica e le immagini delle telecamere della zona sono ora determinanti per stabilire se vi sia stato un tentativo coordinato di alterare la realtà dei fatti per giustificare l’uso dell’arma d’ordinanza. Sarà fondamentale attendere l’esito delle perizie balistiche, che nelle prossime settimane dovranno stabilire con precisione la traiettoria del proiettile e la distanza esatta da cui è stato esploso il colpo. Questi rilievi tecnici saranno determinanti per confermare o smentire la versione fornita dagli agenti circa la minaccia rappresentata da Mansouri.
