NOVARA – Un piano triennale per combattere l’abbandono scolastico e la marginalità, trasformando lo spazio Nòva (il centro di aggregazione giovanile dell’ex caserma Passalacqua) nel quartier generale degli adolescenti novaresi. È partito ufficialmente “Desteenazione”, il maxi-progetto coordinato dal Comune di Novara che mette in campo risorse senza precedenti: 3,1 milioni di euro e una squadra di 27 tra educatori e psicologi.
Educatori di strada e laboratori: il piano nel dettaglio
L’obiettivo è intercettare i ragazzi tra gli 11 e i 21 anni lì dove vivono, portando il supporto educativo fuori dagli uffici e direttamente nei quartieri. Il cuore pulsante resterà l’ex caserma Passalacqua, ma la strategia si dirama in diverse direzioni.
Il pilastro più innovativo è certamente l’educativa di strada: una squadra di dieci operatori specializzati avrà il compito di creare ponti relazionali, con sei figure fisse negli spazi dell’ex Caserma Passalacqua e altre quattro unità itineranti pronte a intercettare i giovani nei loro luoghi di ritrovo spontaneo nei quartieri.
Armienti: obiettivo appassionare i ragazzi
L’obiettivo dichiarato dall’assessora alle politiche sociali Teresa Armienti è chiaro: capire meglio le dinamiche degli adolescenti per coinvolgerli in attività che sappiano appassionarli davvero.
Per chi invece cerca uno sbocco pratico verso il mondo del lavoro, il progetto mette in campo una filiera concreta che parte dai laboratori di mestiere e approda a ben 20 tirocini retribuiti, della durata di otto mesi ciascuno, pensati per offrire un’esperienza professionale reale e protetta.
Una rete capillare contro la dispersione scolastica
Il contrasto alla dispersione scolastica e al disagio familiare passa invece per una rete di protezione capillare. Non solo supporto allo studio, ma veri e propri sportelli di ascolto e servizi di consulenza dedicati ai genitori, per affrontare insieme le fragilità che spesso portano all’abbandono dei banchi. A fare da collante a queste iniziative è l’anima creativa dello spazio “maker” all’interno di Nòva: un laboratorio d’innovazione dove i ragazzi possono cimentarsi con la produzione di podcast, video e corsi di musica, trasformando il tempo libero in un’occasione di apprendimento tecnico e artistico.
Il progetto “Get Up”: fondi gestiti dagli studenti
Una delle novità più attese riguarda il coinvolgimento diretto delle scuole (Liceo Scienze Umane, Bonfantini, Mossotti, Filos e Carlo Alberto). Con l’iniziativa “Get Up”, gli studenti non saranno solo fruitori, ma progettisti: avranno a disposizione dei fondi per immaginare e realizzare servizi utili alla comunità.
«Vogliamo dare loro fiducia – spiega la coordinatrice Antonella Gallicchio e far capire il valore del denaro e mostrare che gli adolescenti sono energia pura, non solo un problema da gestire».
Un investimento sul futuro
Il Sindaco Alessandro Canelli ha sottolineato l’importanza del bando ministeriale che ha permesso di finanziare il progetto: «La povertà educativa può diventare devianza. Vogliamo che questo spazio diventi un punto di riferimento dove i ragazzi dicano: ‘È figo venire qui’».
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