Legnano, Avs chiama Salis a parlare di scuola. Cacucci (Fdi): «Poco credibile»

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Ilaria Salis e Maira Cacucci

LEGNANO – La campagna elettorale a Legnano si infiamma sulla presenza dell’eurodeputata Ilaria Salis per parlare di scuola. Il Circolo Altomilanese di Sinistra Italiana e Alleanza Verdi e Sinistra, in collaborazione con Unione giovani sinistra italiana, Giovani Europa verde e Flc Cgil, hanno organizzato per dopodomani, sabato 28 febbraio, alle 9.30 un incontro pubblico a Palazzo Leone da Perego con docenti ed esperti del settore sulle problematiche della scuola pubblica.

Durante l’incontro sarà approfondita la proposta di legge di iniziativa popolare “Non più di 20 per classe” per la quale Avs sta raccogliendo le firme per la futura discussione in Parlamento. Ma, soprattutto, è stata invitata l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Salis, già arrestata in Ungheria nel 2023 dopo l’aggressione di alcuni militanti di estremi destra e sostenitrice del «diritto all’abitare» anche a costo di occupazioni abusive di immobili.

«Attenti ai modelli educativi da proporre ai giovani»

«Quando si parla di scuola pubblica non si tratta soltanto di discutere di organizzazione didattica, ma di trasmettere valori e modelli educativi. Per questo motivo ritengo necessario che chi interviene su questi temi rappresenti un percorso coerente con il rispetto delle regole e delle istituzioni»: così oggi, giovedì 26, la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Maira Cacucci (a destra nella foto in alto con Salis).

La consigliera meloniana evidenzia come il profilo pubblico e politico dell’eurodeputata sia stato negli anni associato, anche in Italia, ad ambienti antagonisti e a esperienze legate a manifestazioni radicali e a contesti di occupazioni abusive, elementi che hanno contribuito a costruire un’immagine fortemente divisiva: «Il punto non è il confronto politico, che è sempre legittimo, ma il messaggio educativo che viene trasmesso. La scuola deve essere il luogo del rispetto, della responsabilità e del dialogo democratico. Non può diventare il terreno simbolico per normalizzare percorsi caratterizzati da contrapposizione permanente e da episodi di illegalità. Proprio perché parliamo di giovani – conclude Cacucci – è fondamentale che i riferimenti culturali e politici siano credibili e coerenti con i princìpi educativi che la scuola italiana deve continuare a garantire».

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