SUMIRAGO – «Sono fortunata ad avere un gruppo coeso ma se in un documento c’è un refuso non significa che sia compromesso nella sostanza. Comunque, se questa maggioranza vota, lo fa perché ha letto tutti i documenti. Questa amministrazione fa le riunioni di maggioranza sempre, non solo prima dei consigli comunali ma regolarmente; per cui i miei consiglieri, tutti, sono sempre documentati su tutto». Così il sindaco Yvonne Beccegato ha replicato ieri, giovedì 12 marzo, in consiglio comunale, «perplessa e amareggiata”, alle critiche di Stefano Romano sul nuovo regolamento dei servizi per l’infanzia 0-6 anni illustrato da Mara Gorini.
Come aveva dichiarato al primo cittadino il capogruppo di Meloni – Noi per Sumirago, pur lodando l’opera dell’assessore ai Servizi educativi nel dare voce alle opposizioni, «siamo in disparità, non possiamo contrastare le vostre decisioni. La invidio perché ha una maggioranza solida, che vota a prescindere anche documenti con dati palesemente sbagliati». Le nuove norme, che hanno comportato cambiamenti anche per i Servizi educativi, non hanno mancato di sollevare altre obiezioni, come nel caso dello scuolabus da parte di Silvana Giamberini.
Doposcuola solo in via Carducci
La capogruppo di Viviamo Sumirago ha sottolineato come, riguardo al trasporto con i pullman, una delle voci principali insieme a refezione e servizi aggiuntivi, ne sia garantito soltanto uno da cinquantadue posti, per cui otto bambini degli iscritti previsti resterebbero fuori, pur tenendo conto la non obbligatorietà del servizio per chi dista dalla scuola fino a un chilometro. «Però mi fa specie la documentazione richiesta – patente, dichiarazione del datore di lavoro, etc. – sembra che qui la privacy non sia molto rispettata. Con questo regolamento il trasporto è complicato, sembra una scriminante per limitarne l’accesso. Per noi offrire un solo bus è una scelta politica».
«Una scelta più di risparmio che di consenso» per Romano, che con Giamberini ha anche evocato lo “spettro” della struttura chiusa di Quinzano, a fronte del doposcuola previsto solo al pomeriggio polo in via Carducci. Il primo, pur riconoscendo che un’eventuale chiusura non dipenderebbe da scelte del Comune ma dal numero delle nascite, ha esortato l’amministrazione comunale: «Proviamo però a rendere appetibile la struttura»; per la seconda il fatto che la materna di Albusciago non sia in lista accende il timore di una sua possibile chiusura.
«Se si rivelerà farraginoso o taglierà fuori i bambini sarò la prima a chiedere una modifica – così Gorini in merito allo scuolabus – ma gli uffici hanno ritenuto che questa fosse la strada più equa per l’utenza e tendo a fidarmi di loro».
Fototrappole e lotta all’abbandono dei rifiuti
All’interrogazione di Meloni – Noi Per Sumirago, Viviamo Sumirago e del Gruppo Misto guidato da Pasquale D’Alessio sulle fototrappole contro l’abbandono dei rifiuti nei boschi, le loro postazioni e giorni di impiego, Beccegato ha risposto che sono «quattro con batterie ricaricabili. Lo scatto viene attivato da un sensore di movimento ma un numero elevato di transiti comporta un consumo maggiore. Sono state collocate in via Arno, via Primo Maggio e nelle zone limitrofe ai cimiteri. Non ci sono dati statistici ma siamo già riusciti a individuare alcuni incivili. Con l’investimento nel nuovo comandante della polizia locale, che permetterà di velocizzare l’iter sanzionatorio con riscontri più puntuali e rapportistica più precisa. Un grazie va anche ai volontari del verde: viene utilizzato ogni strumento disponibile per contrastare il fenomeno».
Per Romano, che si è dichiarato «insoddisfatto» e ha invitato a una convenzione con altri Comuni, non è stato però sufficiente: «Ha risposto solo a una domanda su tre e i fatti parlano chiaro: gli abbandoni non accennano a diminuire. Se lei va in via Primo Maggio vede una carrellata di rifiuti. Non solo non vi siete adoperati per combattere il problema, ma non avete neanche sollecitato Coinger». «Gli uffici non hanno potuto darmi numeri precisi – così la replica del sindaco – e quindi preferisco non fornire dati menzogneri. Quanto a via Primo Maggio, vado una volta al mese a toglierli personalmente e lì non ho mai visto nessun altro a farlo. Il fatto però di mettere sanzioni non è garanzia automatica di individuare chi fa quel tipo di reati. Tante parole, ma solo da noi arrivano fatti concreti».
Ampliamento e riqualificazione dell’area feste
Il primo cittadino ha risposto alle opposizioni sulla nuova area feste, un’interrogazione congiunta presentata da Giamberini – «già in commissione erano state evidenziate parzialità del progetto» – sulle carenze dell’illuminazione e di una copertura laterale dalle intemperie. Nel primo caso «l’iter burocratico è già avviato, con l’appalto conferito, e dovremmo essere in tempo per concludere con l’inizio della stagione degli eventi. E non abbiamo intenzione di fermarci, ma di ampliare la struttura ristorativa, per farne un polo d’eccezione». No invece a materiali o soluzioni transitori per la copertura laterale: «Le rigide norme di sicurezza richiedono un investimento ingente, perciò sarà un processo che andrà per gradi».
Se per Romano è il risultato è «un capannone senza luci, che arrivano dopo un anno e con un metodo di lavoro che si sa solo quando inizia», l’assessore all’Urbanistica Giuseppe Pasolini ha ricordato che prima «era una struttura che non rispettava nessuna norma, su un luogo dove in passato ho visto fino a cento persone. La volontà è di fare qualcosa che duri nel tempo, anche alla luce anche della possibile pronuncia, questo mese, di Regione Lombardia per dei finanziamenti». «Il nostro intento iniziale – ha dichiarato il sindaco – era solo sostituire la copertura, che ora c’è. Riguardo al quelle laterali, è un “di più”, che vedremo se riusciremo a fare. Abbiamo venduto solo quello che eravamo sicuri di poter fare e quest’anno è successo per le luci. Stiamo cercando di creare dei punti riferimento per i ragazzi ma – parlando dei graffiti e dei buchi nella recinzione del campo sintetico – trattandosi di una struttura pubblica aperta, ci possono essere persone che la trattano come un bene e chi, come nel caso dei nostri boschi, in modo incivile».
A Sumirago nuova copertura per l’area feste. Obiettivo: un centro polifunzionale
