VARESE – Un’ondata di cordoglio nella politica italiana per la scomparsa del Senatùr e “vecchio Capo” della Lega Umberto Bossi, morto all’età di 84 anni all’ospedale di Circolo di Varese.
Tra le prime reazioni, quella della premier Giorgia Meloni: «Umberto Bossi, con la sua passione politica, ha segnato una fase importante della storia italiana e ha dato un fondamentale apporto alla formazione del primo centrodestra. In questo momento di grande dolore, sono vicina alla famiglia e alla sua comunità politica».
Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso il suo «sincero cordoglio per la scomparsa di Umberto Bossi. Fondatore e animatore della Lega Nord è stato protagonista di una lunga stagione politica. L‘Italia perde un leader politico appassionato e un sincero democratico. Il Presidente della Repubblica manifesta vicinanza ai familiari e a tutti coloro che ne hanno condiviso l’impegno nel suo partito».
Arriva solo dopo più di un’ora il messaggio di Matteo Salvini, segretario federale della Lega: «Coraggio, genio, passione, fatica, amore, rivoluzione, radici, libertà. Avevo 17 anni quando ti ho incontrato e mi hai cambiato la vita. Oggi ne ho 53 e ti saluto, nel giorno della Festa del Papà, con una lacrima ma con la stessa gratitudine, lo stesso orgoglio e la determinazione a non mollare mai, come ci hai insegnato. Il tuo immenso popolo ti rende omaggio e continuerà a camminare sulla strada che hai tracciato: quella della Libertà. Ciao, Capo. A Dio».
Il ministro degli esteri e segretario di Forza Italia Antonio Tajani aggiunge: «Con tutta Forza Italia piango la scomparsa di Umberto Bossi, leader storico e fondatore della Lega. Grande amico di Silvio Berlusconi, politico di grande intelligenza,è stato un protagonista di primo piano del cambiamento in Italia.Alla sua famiglia un grande abbraccio ed una preghiera perché riposi in pace».
L’ex leader del PD Pierluigi Bersani definisce Umberto Bossi «l’avversario più dignitoso che ho avuto in vita mia, e alla fine quello a cui ho voluto più bene».
L’ex premier Matteo Renzi dice «addio a uno dei protagonisti più rilevanti, nel bene e nel male, della politica italiana degli ultimi trent’anni. Sia per chi lo ha amato, sia per chi lo ha avversato Bossi è stato un pezzo di storia repubblicana. L’ho conosciuto personalmente tardi, già malato ma ne ho apprezzato, pur da avversario, la tempra e la passione umana e politica. Che riposi in pace».
Il presidente del Senato Ignazio La Russa afferma che «con la scomparsa di Umberto Bossi perdo un amico, un pezzo della nostra storia politica. Non molto tempo fa lo avevo sentito e gli avevo promesso che sarei andato a trovarlo. Non ho fatto in tempo e per me è un cruccio. Non tocca a me ricordare l’incidenza che Bossi, fondatore della Lega, ha determinato nella politica italiana. Comunque lo si giudichi, è stato un gigante per la sua capacità di interpretare l’umore del Nord e le scelte utili alla sua parte politica. Ho assistito di persona alle tante occasioni di intesa tra lui e Berlusconi che furono decisive, dal 2000 in poi, per convincerlo a fare della Lega un asse importante del centrodestra. Alla sua famiglia e a tutta la Lega rivolgo le più sentite condoglianze, mie personali e del Senato della Repubblica».
«Saluto con affetto e nostalgia Umberto Bossi, un indomito lottatore, un uomo rude e scomodo, ma anche profondamente buono – afferma in una nota l’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini – ha segnato la storia della politica italiana: merita il rispetto non solo degli amici ma anche dei suoi oppositori».
Il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana scrive: «L’Umberto. Il Capo. Questa notizia mi da un dolore grande e mi riempie di tristezza. Ci ha lasciato un uomo che ha dedicato tutta la vita alla politica, che ha cambiato la storia d’Italia, che ha saputo anticipare i tempi e dare voce a milioni di persone che si sentivano lontane dalla politica. La voce del Nord. Ha portato valori autentici, veri: il territorio, la comunità, l’identità. Valori che non muoiono con lui, perché restano vivi in chi ha creduto — e continua a credere — in ciò che ha costruito e sempre creduto. Grazie, Umberto. Per tutto quello che hai dato a questa terra. Un paio di anni fa, quando ho deciso di insignirti della Rosa Camuna, la più alta onorificenza della Regione Lombardia, qualcuno mi criticò, mi chiese se ne ero proprio convinto. Parole che non hanno in alcun modo scalfito la mia determinazione di premiare e soprattutto ringraziare chi, come te, ha sempre amato e tenuto alto i valori e la storia della nostra Lombardia. Un abbraccio forte a tutta la famiglia del caro e grande Umberto. La Lombardia non ti dimenticherà mai».
«Con la scomparsa di Umberto Bossi, l’Italia perde una figura che ha segnato profondamente la storia politica della provincia di Varese, della Lombardia e dell’intero Paese – le parole del sottosegretario alla presidenza di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo – attraverso la sua azione politica, ha saputo dare voce a territori e identità che per molto tempo erano rimasti ai margini del dibattito nazionale. Il suo ruolo è stato inoltre determinante nella costruzione, insieme ad altri leader, di quell’alleanza di centrodestra che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento nella vita politica italiana. Pur partendo da posizioni politiche diverse, non posso non riconoscergli un grande carisma e una straordinaria capacità di intercettare i sentimenti di una parte significativa della società: due doti essenziali in politica. Il modo migliore per onorarne la memoria sarà continuare a portare avanti le sue battaglie per la valorizzazione dei territori, dando continuità a un impegno che ha cambiato la storia della nostra terra. Alla sua famiglia e ai suoi cari giunga il mio più sincero e sentito cordoglio».
«Ci ha appena lasciato il nostro Umberto Bossi – le dichiarazioni dell’europarlamentare della Lega Isabella Tovaglieri – un gigante, un esempio, un uomo di una forza straordinaria, che ha rappresentato un’ispirazione profonda per me e per tantissimi altri. Un leader indiscusso che ha saputo dare voce ed un sogno ad un popolo. Non ti dimenticheremo mai Umberto. Ciao, Capo».
Così il segretario provinciale della Lega, Andrea Cassani: «Oggi, nel giorno della festa del papà, è venuto a mancare il papà della Lega. Umberto Bossi, il genio ribelle e rivoluzionario di Cassano Magnago da cui tutto è partito. Se sono nella Lega, se tanti sono nella Lega… il merito è suo. Bossi ha cambiato il modo di far politica, ha cambiato la comunicazione politica, il modo di rappresentare un popolo e sue istanze contro il potere centralista. E adesso, anche senza di lui, dovremo tener fede al suo motto: “tegn dür, mai mulà”. Padania Libera! Buon viaggio Capo e salutaci Bobo».
Esprime cordoglio il sindaco di Varese Davide Galimberti, anche a nome della città di Varese: «Fondatore della Lega, Bossi è sempre stato estremamente attaccato al suo territorio. Molte delle sue battaglie, come il federalismo e l’autonomia, sono temi che ancora oggi occupano le agende politiche. La mia vicinanza ai famigliari».
«Da varesino sono colpito dalla scomparsa di Umberto Bossi – scrive in una nota il senatore del PD Alessandro Alfieri – frequentavo il Liceo classico, quando proprio dalla nostra città muoveva i primi passi la Lega di Umberto Bossi. Sono sempre stato dall’altra parte della barricata: ho contrastato con decisione le battaglie leghiste. Ciò non mi impedisce di riconoscergli le doti di grande combattente, innamorato della sua terra. Istinto e fiuto politico. Ha influenzato la vita politica del nostro Paese per più di vent’anni, imponendo nell’agenda istituzionale il tema dell’autonomia. Ha fatto “ballare” governi, a volte con svolte improvvise. Varese ha conosciuto una centralità politica nel dibattito nazionale senza precedenti. Personalmente voglio esprimere la mia vicinanza alla moglie Manuela e ai figli. E un abbraccio particolare a Renzo con cui ho condiviso l’impegno istituzionale in Regione. Da politico invece permettetemi di far arrivare le condoglianze a tutta la comunità della Lega per la perdita del suo fondatore».
Da Busto Arsizio, l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni, bossiana doc, si rivolge direttamente all’Umberto: «Sei morto il giorno della festa del papà, e proprio come un padre sei stato per tanti di noi che , allora ragazzini, si avvicinavano ad una politica nuova, fatta di ideali, impegno e sacrificio. Per me sei sempre stato una parte fondamentale della mia vita, un riferimento anche nel dolore e nella malattia. Il tuo “mai mulà”, detto in un abbraccio in un mio momento difficile mi risuona tutti i giorni della mente. Non ti dimenticherò mai e non smetterò mai di dirti Grazie! Già ci manchi…..mettili in riga anche lassù. Ciao Capo».
Anche Manuela Maffioli, assessore alla cultura a Busto Arsizio, si rivolge direttamente al “Capo”: «Ci hai regalato un sogno. Quello del cambiamento. Con la possibilità di una inversione di prospettiva, di una Politica che nascesse e si sviluppasse dal “basso”. Che fosse “al servizio” e non più servita. Dell’identità. Di scoprirci figli di questa terra, portatori di esempi e di valori dei nostri padri. Di una ricchezza immateriale che meritava attenzione e considerazione e rispetto e consapevolezza Di una diversa forma dello Stato. Di un’Italia federale, in cui non ci fosse più un solo centro, ma diversi: più vicini ai territori, ai bisogni della gente, meglio rispondenti alle domande, più facilmente raggiungibili. Di un nuovo orizzonte. A cui guardare, superando le siepi. Di una nobile ragione per decidere di impegnarsi in politica. A 18 anni neppure compiuti. Sfidando i divieti familiari. I pregiudizi. Lo scetticismo. Mettendosi a disposizione. Una ragione e un senso che resistono ancora oggi. Grazie Capo. Veglia su di noi. E su quel sogno, che ancora vive».
La Lega di Busto Arsizio: «Con la scomparsa di Umberto Bossi perdiamo il fondatore, ma soprattutto l’uomo che ha dato voce a un’idea di libertà, autonomia e identità che ha cambiato per sempre la politica italiana. Ha avuto il coraggio di rompere gli schemi, di rappresentare territori e cittadini troppo spesso ignorati, trasformando un movimento in una forza capace di incidere davvero sul futuro del Paese. Oggi il modo più vero per ricordarlo non è solo nelle parole, ma nel continuare le sue battaglie con la stessa determinazione, senza arretrare di un passo. Ci stringiamo alla sua famiglia e a tutta la comunità della Lega. La sua eredità politica vive in ognuno di noi. Onore a Umberto Bossi, Onore al Capo».
Il deputato e presidente provinciale di Fratelli d’Italia Andrea Pellicini dichiara: «La morte di Umberto Bossi commuove e rattrista. Finisce un’epoca della politica in cui il mitico Senatur, fondatore della Lega Lombarda, è stato assoluto protagonista. Grazie anche alle sue battaglie la nostra provincia divenne stabilmente al centro delle vicende nazionali. Gemonio, capitale dell’Insubria, reclamava gli stessi diritti di Roma. Lo ricorderò sempre al primo giorno di questa legislatura quando andai a salutarlo per stringergli la mano. Era ancora forte la stretta del mitico Umberto. Anche a nome di tutti gli iscritti di Fratelli d’Italia, intendo manifestare vicinanza e affetto ai suoi familiari e agli amici della Lega».
La deputata Maria Chiara Gadda (IV): «Umberto Bossi è stato un protagonista indiscusso della storia politica del nostro Paese e, pur non condividendone le posizioni, è impossibile non riconoscerne il carisma e la capacità di interpretare il bisogno dei territori di essere riconosciuti e ascoltati. La malattia lo ha certo provato nel fisico, ma mai nello spirito, nella dignità, e nella lucidità politica. Tanto amato dai militanti della Lega, e rispettato dagli avversari politici, perché aveva le sue idee e le portava avanti con fierezza e coerenza. Sentite condoglianze alla famiglia, e alla comunità politica della Lega».
E’ morto Umberto Bossi, il Senatur che fondò la Lega e diede voce al Nord
