Turbigo: giacinti e le parole di Livatino per l’apertura della villa confiscata alla mafia

turbigo villa mafia inaugurazione

TURBIGO – «Il bene non fa rumore, ma il male fa tanto rumore. Per questo bisogna impegnarsi nel silenzio e con costanza». Con queste parole del beato Rosario Livatino oggi, sabato 21 marzo, Turbigo ha dato un segnale forte e chiaro alla lotta alle mafie inaugurando l’immobile confiscato alla criminalità organizzata in via Gallarati 8 (nelle foto).

Allevi: «Presidio silenzioso ma saldo»

«Che questo luogo, nato dal lavoro silenzioso e concreto di tanti, sia segno di un bene che non ha bisogno di rumore per essere autentico e forte – ha detto il sindaco Fabrizio Allevi – E che da qui possa germogliare un futuro ricco di speranza, fondato sull’impegno quotidiano, sulla responsabilità e sulla fiducia. In un giorno dal profondo ed enorme significato, la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, è arrivato il taglio del nastro della villa che abbiamo voluto denominare “Liberi di Scegliere”, su ispirazione della proposta che vuole trasformare in legge il protocollo avviato nel 2012 dal giudice Roberto Di Bella in Calabria per togliere dall’ambiente mafioso i minori e le loro madri e per offrire loro protezione e nuove opportunità, e che è stata affidata ad Azienda Sociale, per attività e servizi in ambito sociale».

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I ragazzi delle scuole turbighesi, con un gesto simbolico ma concreto – la messa a dimora nel cortile della villa di bulbi di giacinto bianco – hanno ricordato le vittime della violenza mafiosa. Fra le autorità intervenute, il presidente del cda di Azienda Sociale Fausto Sanson e il direttore generale Laura Puddu, il deputato Riccardo De Corato, membro della commissione parlamentare Antimafia, l’ex sindaco e oggi capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia Christian Garavaglia, sindaci e assessori dei comuni che fanno parte di Azienda Sociale. Presenti anche i ragazzi dello Sfa-Servizio di formazione all’autonomia che hanno organizzato e gestito il rinfresco, la Protezione civile, Polizia Locale, Carabinieri, la banda “La Cittadina”, il parroco don Carlo Rossini, associazioni e cittadini.

De Corato: «In Lombardia grave anomalia»

«In qualità di capogruppo Fdi in commissione parlamentare Antimafia – ha commentato De Corato – sono intervenuto ribadendo la grave anomalia in Lombardia che vede un unico sodalizio e un’unica alleanza strategica fra le principali organizzazioni criminali nel nostro Paese, ovvero camorra-mafia-’ndrangheta. Siamo l’unica regione in Italia in cui è stato scoperto questo accordo tra le mafie come confermato dalla Dda prima e dal Tribunale di Milano poi. Occorre contrastare al massimo tutte le mafie, come sta facendo il governo Meloni da oltre tre anni in tutta Italia, da Sud a Nord, perché la criminalità organizzata è ormai da tempo presente ovunque nella Penisola ed è ben radicata in quelle regioni dove ci sono più interessi economici. È molto importante – ha aggiunto il deputato – che i beni sottratti alla criminalità, come quello di Turbigo, diventino spazi per la legalità, per la solidarietà e che guardino a un futuro migliore e diverso per la comunità».

Turbigo apre spazio “Liberi di scegliere” per attività sociali in villa tolta alla mafia

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