LONATE POZZOLO – Troppi furti ai cimiteri di Lonate Pozzolo. Dopo i numerosi casi che si sono registrati soprattutto nella frazione di Sant’Antonino Ticino, ora anche l’opposizione di Uniti e Liberi alza la voce. E presenta una mozione dedicata, da discutere in consiglio comunale, per chiedere alla giunta del sindaco Elena Carraro di «adottare misure concrete», riporta la nota diffusa da Melissa Derisi.
Furti anche alla tomba dei partigiani Grassi
Uniti e Liberi incalza perché vengano effettuati «interventi urgenti volti a contrastare i furti di manufatti in bronzo nei cimiteri del territorio», si legge. Negli ultimi mesi, infatti, si sono verificati diversi episodi che hanno colpito tombe e monumenti, «causando non solo danni economici, ma soprattutto ferendo profondamente il sentimento della comunità». Particolarmente «grave», insiste il primo gruppo d’opposizione in paese, è stato «il furto della piastra dalla tomba commemorativa dei partigiani Grassi, un gesto che non può essere considerato un semplice atto predatorio, ma che assume un valore simbolico e civile molto più ampio». Per questi motivi «riteniamo che sia doveroso, da parte di un’amministrazione comunale, intervenire con decisione per arginare questi fenomeni».
Le richieste
I cimiteri sono luoghi di memoria, rispetto e raccoglimento, ricorda Uniti e Liberi. «E come tali devono essere tutelati con ogni mezzo possibile». Con la mozione presentata chiedono in particolare di «valutare e attuare in tempi rapidi l’installazione di sistemi di videosorveglianza nei cimiteri comunali, in particolare nei punti di accesso e nelle aree più esposte al rischio di furti». Ma anche di «potenziare i controlli, anche attraverso il coinvolgimento della polizia locale e delle forze dell’ordine». E poi: «Verificare la possibilità di introdurre sistemi di illuminazione più efficaci nelle aree cimiteriali, al fine di aumentare la sicurezza nelle ore serali e notturne» e «promuovere campagne informative rivolte ai cittadini per sensibilizzare sulla segnalazione di movimenti sospetti». Fino alla possibilità di «relazionare al consiglio comunale, entro un termine congruo, sulle azioni intraprese e sui risultati ottenuti».
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