Referendum, i Giovani Democratici: «Vittoria di una generazione. La nostra»

Referendum giustizia giovani varese

VARESE – «Quella del No al referendum costituzionale è stata una vittoria anche generazionale». A dirlo è Samuele Oppedisano, segretario provinciale dei Giovani Democratici di Varese. E la conferma arriva anche dal Consorzio Opinio Italia per la Rai: nella fascia tra i 18 e i 34 anni, il No ha stracciato il Sì (61,1% contro il 38,9%). Una forbice che si assottiglia tra i 35 e i 54 anni (53,3% contro 46,7%), e si ribalta oltre i 55 anni (49,3% per il No, 50,7% per il Sì). «Con la giustizia e la Costituzione non si scherza, e lo abbiamo dimostrato», continua Oppedisano. «Nonostante sia stato negato il diritto a tanti cittadini fuori sede, il contributo dei giovani alla vittoria è stato determinante. Non è un dato da poco, e conferma che le battaglie possono essere generazionali e vincenti». Va notato, però, che i dati fanno riferimento al contesto nazionale, mentre nella provincia di Varese – dove si è registrata un’affluenza superiore al 61% – la maggioranza degli elettori si è espressa per il Sì.

«Riforma autoreferenziale e scritta male»

«La nostra comunità dei Giovani Democratici e del Pd ha fatto la sua parte, aiutando migliaia di persone in tutta Italia ad attuare il loro diritto di votare dove vivono, ricoprendo il ruolo di rappresentanti di lista», continua Oppedisano. «Abbiamo aderito alla campagna “Voto dove Vivo”, e continueremo a sostenere una legge che permetta alle persone di votare dove vivono e non solo in base alla discrezionalità del governo in carica». E ancora: «Il voto è un diritto e un dovere che deve essere alla portata di tutti, non solo di chi può permetterselo. Abbiamo bocciato una riforma autoreferenziale, scritta male dal governo, che non interveniva sui problemi veri della Giustizia e che ne avrebbe creati di nuovi».

«La giustizia può migliorare»

Questo non significa che «la giustizia non si possa migliorare, ma – continua Simone Pavesi, responsabile della campagna politica per la segreteria provinciale dei Giovani Democratici – la Costituzione deve essere maneggiata con cura». Nel contesto del referendum, una buona notizia è certamente l’altissima affluenza alle urne. «Si tratta di un dato che dimostra l’affetto che lega i cittadini alla Carta Costituzionale, e la chiara risposta del popolo annienta definitivamente l’arroganza di un Governo che avrebbe voluto modificare gli assetti istituzionale del Paese senza un vero confronto, aperto e condiviso».

Un segnale politico

Non solo: «Questa vittoria non è stata solo del centrosinistra, ma anche di molti elettori che non hanno votato alle ultime elezioni. Anche questo è un segnale importante. Questo referendum ha intercettato molti astenuti che dobbiamo coinvolgere, perché crediamo nella partecipazione collettiva alla vita politica». Infine: «Il referendum non era un voto sulla tenuta del governo, ma è certamente una netta sconfitta politica per la maggioranza. Il risultato e l’alta affluenza rappresentano un segno di speranza: siamo chiamati a costruire un progetto di governo alternativo che parta da tutte le forze di opposizione. I Giovani Democratici, come nella vittoria di questo referendum, sono pronti a fare la loro parte ed essere determinanti. Al lavoro e alla lotta».

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