Finti carabinieri al telefono: «Venga in caserma». Truffa sventata a Busto

BUSTO ARSIZIO – «Hanno contraffatto i documenti di sua madre. Venga in Caserma per il riconoscimento». È la truffa del finto carabiniere l’ennesima trovata per spillare denaro agli anziani. Il tentativo, in zona Frati a Busto, è andato a vuoto ma la persona che stava per essere raggirata, una donna di 50 anni, ammette: «Ci stavo quasi cascando». Ma una telefonata ai Carabinieri, quelli veri, ha svelato l’arcano.

Il “gancio”

L’episodio è successo oggi, 24 marzo, all’ora di pranzo. Arriva una chiamata al telefono fisso di casa da parte di un numero sconosciuto e dall’altro capo della “cornetta” c’è una persona che sembra stia leggendo un verbale con tono “burocratese” da funzionario: «Si presenta a nome dei Carabinieri e mi avvisa che mia madre, 80enne, è uno dei 26 cittadini di Busto Arsizio a cui hanno contraffatto i documenti – racconta la figlia, che aveva risposto alla chiamata – avevano informazioni precise e un tono estremamente convincente, così inizialmente ho risposto alle loro domande pensando fosse veramente un militare dell’Arma».

L’invito

Tipico delle truffe al telefono. Fino a che non l’hanno invitata a «venire in caserma per il riconoscimento dei documenti» e le pratiche connesse. «Mi ha detto che sarei potuta andare io al posto di mia madre e, quando ho avvisato che sarei venuta in caserma con mio marito, ha risposto che era meglio che uno dei due rimanesse a casa per ricevere le notifiche. Lì mi sono insospettita». Così il marito della donna ha contattato la caserma dei Carabinieri, quelli veri, che hanno categoricamente smentito la menzogna architettata dagli aspiranti truffatori.

Pericolo scampato

«Quando è a un chilometro dalla caserma, mi avvisi a questo numero» l’altro messaggio rivelatore accompagnato da un numero di cellulare. A quel punto però la truffa era stata svelata, e dall’altro capo del telefono sono arrivati a rinfacciare i colpi già messi a segno in questo modo. l’episodio è stato denunciato anche alla Polizia postale. A quanto pare, la modalità è consolidata: gli autori del raggiro di solito sono sotto casa, pronti ad entrare in azione appena la persona esce di casa per andare in caserma. L’invito delle autorità è sempre lo stesso: stare in allerta quando arrivano telefonate da persone sconosciute e verificare sempre con i Carabinieri o con la Polizia per accertarsi.

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