Sesto vende la rete gas per 4 milioni: «Strategico». Le opposizioni: «Game over»

SESTO CALENDE – Per la maggioranza è un’operazione «strategica», dettata dal «buon senso e nell’interesse superiore della comunità». Per le opposizioni significa, invece, «rinunciare a uno strumento che garantisce autonomia e capacità di gestione». Riassunto: «Game over». A Sesto Calende verrà alienata la rete di distribuzione del gas naturale. Lo ha stabilito il consiglio comunale ieri sera, 24 marzo, con l’approvazione della delibera per la gara nell’ambito territoriale Atem 2 Varese, che porterà a individuare un nuovo gestore. Questione che ha fatto discutere la politica cittadina con quasi due ore di dibattito, arrivando ad alzare i toni in più di un momento.

Gli obiettivi della maggioranza

Numeri e obiettivi sono stati presentati dall’assessore al Bilancio, Giorgio Circosta. Che ha ricordato come la soluzione individuata «non andrà a incidere sulla continuità del servizio, che sarà garantito». I dettagli sono stati poi raccolti in una nota diffusa a margine della seduta. «I dati – si legge – dimostrano che i flussi futuri, che teoricamente si possono riscuotere nel corso dei 12 anni di affidamento (con un valore cumulato pari a 4 milioni 179mila euro alla fine del 2038), se attualizzati risultano inferiori (pari a 3 milioni 447mila euro) rispetto al valore ottenibile con l’alienazione». E ancora: «Il valore industriale delle reti e degli impianti di proprietà del Comune, infatti, è risultato pari a 4 milioni 711mila 268 euro (così come è stato certificato dalla società specializzata Anci Lab)».
Per la maggioranza, quindi, «non vi sono quindi dubbi sul vantaggio economico» della vendita. Che consente, scrivono, di «acquisire immediatamente un valore certo, evitando il rischio di erosione nel tempo». Inoltre, «rende disponibili risorse sia per investimenti sul patrimonio comunale, sia – tramite il rimborso di mutui e conseguente riduzione di spese per interessi – per la spesa corrente». In sintesi, il mantenimento della proprietà della rete «avrebbe esposto il Comune a entrate con una svalutazione incerta, a causa dell’inflazione e dell’andamento del costo del denaro».

Il contenzioso

Il conferimento della rete ad un gestore specializzato, proseguono, «evita inoltre al Comune l’onere, sia economico che operativo, degli interventi straordinari sugli impianti di una rete vecchia di oltre 50 anni. Anche in questo caso, evitando di sottrarre risorse comunali per la manutenzione». Infine, ricordano, «l’attuale gestione da parte di Agre è in proroga dal 2017, con un contenzioso che in tutti questi anni non è stato risolto».

Opposizioni all’attacco

Dal fronte delle opposizioni, l’attacco di Marco Limbiati (Fratelli d’Italia): «Alienare significa privare Sesto di un asset strategico e di una fonte d’entrata certa per il futuro». Di più: «Abbiamo il dovere di agire con responsabilità, senza compromettere alcuna possibilità a chi verrà dopo. Non è stato condiviso nulla, sarebbe stato necessario aprire un discorso coi cittadini: una bocciatura netta del metodo adottato. Ancora più grave è il fatto che i sestesi siano completamente esclusi da questa riflessione. Si chiede al consiglio comunale di votare una scelta che produce effetti economici rilevantissimi, senza che la città sia stata informata e coinvolta su come quelle risorse verranno utilizzate». L’affondo di Forza Italia: «Sono profondamente delusa dal metodo usato», ha detto Roberta Colombo. «Non è stato un percorso serio, quest’amministrazione sembra arrivare sempre all’ultimo momento». Così Marco Colombo (Lega): «Perché vendere un asset strategico? Sono decisioni prese nelle stanza dei bottoni senza comunicarle alla città. Bisogna guardare alle generazioni future, se invece vendiamo ora sarà semplicemente un game over».

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