Case popolari a Gallarate, Aler: «Proposti al Comune interventi milionari»

Gallarate sap case popolari

GALLARATE – Dopo la presa di posizione del Partito Democratico sulla situazione dell’edilizia popolare di Gallarate, non ha tardato ad arrivare la risposta di Aler. «Accogliamo con rispetto le preoccupazioni espresse dalle forze politiche – il commento del presidente di Aler Varese-Como-Monza Brianza e Busto Arsizio, Stefano Cavallin – ma sorprende il ricorso a letture parziali che rischiano di alimentare una percezione distorta della realtà. Il tema della casa è troppo delicato per essere affrontato con semplificazioni o contrapposizioni».

La risposta a Pignataro

Il riferimento, nello specifico, è alla dichiarazioni del consigliere Giovanni Pignataro, che – lo scorso martedì 31 marzo – aveva proposto di valutare il ritorno a una gestione diretta, o la revisione della convenzione con Aler. «La gestione del patrimonio pubblico – specificano dall’azienda – avviene sulla base di convenzioni formalizzate con il Comune, nel rispetto di ruoli e competenze ben definiti. Eventuali modifiche organizzative o gestionali non possono prescindere da valutazioni tecniche, economiche e normative complesse». Non solo: «È importante ricordare – prosegue Cavallin – che Aler opera come soggetto gestore e non come ente proprietario, né come decisore ultimo sugli investimenti straordinari, che restano in capo all’amministrazione comunale. Parlare di “incapacità gestionale” senza distinguere questi livelli rischia di generare confusione».

I dati

A Gallarate, l’azienda amministra complessivamente «484 alloggi e 240 box», con circa «250 richieste di intervento annue e oltre 220 ordini di lavoro evasi ogni anno». Per la manutenzione ordinaria, il budget destinato da Aler ammonta «al 40% del monte canoni (circa 279.000 euro)» . Una cifra utilizzata per coprire riparazioni e servizi essenziali: gestione degli impianti termici, manutenzione degli ascensori, interventi di spurgo e disinfestazione. «Manutenzioni che vengono attivate quotidianamente – spiegano – attraverso un sistema strutturato che coinvolge inquilini, uffici comunali e tecnici Aler, con un servizio di call center attivo sette giorni su sette».

La collaborazione con il Comune

Il discorso cambia, però, nel caso degli interventi di manutenzione straordinaria, che richiedono l’approvazione e il finanziamento del Comune. Proprio su questo punto, da Aler evidenziano una «leale e proficua collaborazione con l’ufficio tecnico». E svelano: «Negli ultimi mesi abbiamo sviluppato alcune proposte, corredate da progetti e quadri economici, da sottoporre all’ufficio preposto, che le sta vagliando prima di fornire l’autorizzazione a procedere». Tra queste, figurano anche interventi di rilievo, è il caso del «rifacimento della fognatura e del sistema di riscaldamento in via Puglia, della ristrutturazione dell’edificio di via Canziani e di opere sulle canne fumarie in via Dalla Chiesa, per un valore complessivo di diversi milioni di euro».

Rispondere ai bisogni reali

«Negli ultimi anni – sottolinea Cavallin – Aler ha attivato e portato a compimento importanti interventi di riqualificazione, intercettando finanziamenti pubblici per oltre 2 milioni di euro su un totale di circa 2,36 milioni di opere realizzate». Parallelamente, nel corso del 2025 sono stati avviati tavoli tecnici con il Comune per programmare il riordino degli alloggi sfitti e definire priorità e tipologie di intervento. «Abbiamo condiviso con l’amministrazione comunale la necessità di una pianificazione puntuale, per rispondere in modo efficace ai bisogni reali, terminata la fase di definizione di queste priorità, nelle prossime settimane attendiamo da parte del Comune un riscontro operativo».

Le risorse

Quanto al tema delle risorse economiche, Aler specifica che i costi di gestione non sono comprimibili né destinabili ad altri capitoli di spesa, perché coprono attività imprescindibili come «assegnazioni, gestione amministrativa, manutenzione e servizi agli inquilini. Si tratta di oneri che il Comune, anche in presenza di una gestione diretta, sosterrebbe in ogni caso con una spesa sicuramente maggiore».
«Il confronto politico è legittimo e necessario – conclude Cavallin – ma deve fondarsi su dati oggettivi e su una visione condivisa. L’emergenza abitativa richiede programmazione, investimenti e una leale collaborazione tra istituzioni, non letture parziali che rischiano di comprometterne le soluzioni. Si tratta di bisogni primari e di famiglie in difficoltà: è quindi doveroso mantenerle al di fuori delle contrapposizioni politiche, evitando ogni forma di strumentalizzazione».

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