BUSTO ARSIZIO – Vannacciani allo scoperto a Busto Arsizio: sono ben due i comitati di Futuro Nazionale sorti in città e presentati nella giornata di ieri, 9 aprile. Il primo è il comitato Busto Arsizio 438 – di cui è referente Stefano Sartori, imprenditore e cugino di Marco, già deputato e presidente Inail, e attorno a cui gravita Max Rogora, consigliere di Fratelli d’Italia – seguito a ruota dal Busto Arsizio 445 presieduto da Massimiliano Nardi, l’ex presidente di circolo di Fratelli d’Italia già uscito allo scoperto nelle scorse settimane.
Qui Busto Arsizio 438

Una cinquantina in tutto gli iscritti che fanno riferimento a Stefano Sartori: «Quando mio cugino Marco era in Lega andavo con lui ad attaccare gli adesivi sui pali del centro, ma non ho mai fatto politica, come nessuno di noi. Abbiamo voglia di fare e di cambiare con Futuro Nazionale». Roberto Vannacci li ha convinti: «Siamo stati a cena con il Generale a Varese – racconta Sartori – nel suo programma ci sono poche cose ma chiare: ritorno all’italianità, remigrazione che non vuol dire rimandare tutti indiscriminatamente, stop all’immigrazione dai Paesi dove non c’è la guerra perché crea concorrenza sleale». Nel gruppo ci sono volti noti in città, come l’avvocato Domenico Margariti, che pone l’accento sullo «scollamento tra la magistratura e la cittadinanza», facendo l’esempio di alcune interpretazioni delle leggi sulla legittima difesa «a sfavore dei cittadini». E Sartori garantisce: «Non ci sono estremisti o facinorosi, siamo persone perbene di ogni ceto sociale».
La variante Max (Rogora)
Il gruppo del comitato Busto Arsizio 438, ribattezzato B52 a partire dall’iniziale della città e dal codice postale (ma forse anche per chiarire le intenzioni esplosive?) si ritrova alla pizzeria Cerasella ai Tre Ponti e a introdurli c’è proprio Max Rogora. «L’idea del comitato è nata qui – rivela il consigliere ed ex assessore – già a novembre-dicembre, appena il generale è andato via dalla Lega. Nessun politico, tutta gente che lavora e che ha votato Vannacci pur non essendo leghisti. Qui non ci sono cerca cadreghini. Io? Sto valutando, ma l’accoglienza è stata enorme perché siamo tutti convinti che serve un’ottica politica diversa da quella degli ultimi dieci anni». Ma Rogora non ha ancora compiuto il grande passo di aderire a Futuro Nazionale: «Me l’hanno chiesto più di una volta e devo dire che in Fratelli d’Italia, a parte il mio presidente Alberto Falciglia nessuno mi ha detto “rimani qui”. Anzi, c’è chi mi spinge – fa notare – martedì sarò ancora un consigliere di FdI ma io sono come un calciatore, quando c’è da entrare in campo gioco. E se dovrò cambiare la maglietta ne sarei orgoglioso perché in aula dico da anni le stesse cose che dice Vannacci. Mi ha fatto ritornare la voglia di credere nella politica. Come Umberto Bossi ai tempi».
Qui Busto Arsizio 445
Anche il comitato presieduto da Massimiliano Nardi, il Busto Arsizio 445, è già uscito allo scoperto con una pagina Facebook che riporta un numero di telefono e un indirizzo mail per i contatti ed eventuali adesioni. Ad oggi tra i tesserati non c’è Checco Lattuada, ma l’ex consigliere comunale e referente di circoscrizione di FdI rientra di diritto nel nuovo partito Futuro Nazionale grazie all’accordo che il generale Vannacci ha stipulato con il movimento Indipendenza di Gianni Alemanno a cui Lattuada aderisce.
Orizzonte 2027
Come sarà la coesistenza? Stefano Sartori non ha preclusioni: «Nardi? Me l’hanno presentato a Varese, ognuno è sulla sua linea, ma siamo disposti a incontrarci e trovare soluzioni per essere una sezione cittadina». È la prospettiva che si aprirà dopo il congresso costituente di Roma del 13 giugno, quando i comitati confluiranno nel nuovo partito. «Inutile fare la rincorsa a chi è primo e chi secondo» aggiunge Max Rogora, che guarda al 2027, quando ci saranno le elezioni politiche ma anche le amministrative a Busto Arsizio. «Bisognerà arrivarci con un programma ben preciso. Busto è una città difficile ma non è a rotoli, eppure ci sono dei timori nel mondo imprenditoriale e occorre mettere mano per far capire che serve di più». Di certo Sartori un impegno lo prende fin da subito: «Porteremo il Generale a Busto Arsizio».
A Busto Vannacci va al Max. Nardi. E ai suoi ex Fratelli: «Voi il centro, noi la destra»
