VERBANIA – Doveva essere una serata di festa tra amici, un compleanno come tanti sulle spiagge del Lago Maggiore. Si è trasformata in un incubo che ha rischiato di finire in tragedia. Un minorenne è finito in ospedale dopo aver bevuto, a sua insaputa, olio motore mischiato a una bevanda analcolica.
Un gesto sconsiderato , liquidato dall’autore come uno “scherzo”, che ora è al vaglio della magistratura minorile.
Il drink “corretto” e il malore
I fatti risalgono alla serata del 4 aprile scorso. I ragazzi si erano ritrovati in una spiaggia pubblica vicino a uno stabilimento balneare del capoluogo verbanese per festeggiare un compleanno.
Secondo la ricostruzione dei Carabinieri della Stazione di Verbania, la vittima sarebbe stata avvicinata da un coetaneo che, con fare amichevole, gli avrebbe offerto un bicchiere: «Tieni, questo è un drink buono».
Pochi sorsi e poi il giovane è stato colto da un malore improvviso sotto gli occhi degli altri invitati. Ma invece di prestare soccorso, la reazione del gruppo è stata sconcertante: gran parte dei partecipanti si è dileguata, abbandonando la vittima a se stessa.
La corsa in ospedale
Il ragazzo è stato trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso dell’ospedale “Castelli” di Verbania. Qui i medici, compresa la gravità della situazione e la natura sospetta del malessere, hanno attivato immediatamente il protocollo tossicologico seguendo le indicazioni del Centro Antiveleni di Bergamo.
Sebbene il giovane sia stato poi dimesso con una prognosi di pochi giorni, i sanitari non nascondono la preoccupazione: il monitoraggio resta alto per il rischio di complicazioni future legate all’ingestione della sostanza chimica.
Le indagini: identificato il colpevole
Le indagini lampo dei militari dell’Arma, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Torino, hanno permesso di chiudere il cerchio in breve tempo. Fondamentali i referti medici e le testimonianze raccolte tra chi è rimasto sul posto.
L’autore del gesto, messo alle strette, ha confessato: avrebbe versato lui stesso dell’olio motore nel bicchiere. Numerose persone informate sui fatti sono state ascoltate dagli inquirenti per confermare la dinamica di quella che è già stata ribattezzata la “festa del veleno”
