VARESE – «Sono intervenuto solo per difendere mio figlio». Gesuino Corona, 50 anni di Varese, incensurato, fermato nella tarda serata di ieri per l’omicidio di Enzo Ambrosino, 30 anni, accoltellato a morte in via Porro a Induno Olona durante una rissa davanti alla propria abitazione ha parlato per oltre due ore nel pomeriggio di oggi davanti al pubblico ministero Marialina Contaldo che coordina le indagini dei carabinieri della compagnia e del nucleo investigativo di Varese. Assistito dall’avvocato Domenico Margariti il 50enne ha ammesso di aver preso parte alla rissa per difendere il figlio precisando «di non voler uccidere nessuno», aggiunge il difensore. Un’azione difensiva, quindi,non offensiva.
Ha parlato per due ore
Sul contenuto dell’interrogatorio non trapela altro, il Pm ha secretato tutto per esienze investigative. Oltre al fermo a carico di Corona ieri sera sono scattate anche quattro denunce per rissa e porto abusivo di armi da taglio e oggetti atti ad offendere. Una delle quali è a carico di Dimitri Corona, 27 anni, il figlio che il 50enne avrebbe difeso sferrando, secondo qunato ricostruito dagli inquirenti, almeno un fendente rivelatosi fatale. Il 27enn, tra l’altro, è noto alle cronache locali da quando, lo scorso 5 marzo, alla guida di un Mercedes AMG, 4.500 di cilindrata, aveva bruciato un semaforo e anche l’alt intimato da una pattuglia dei Carabinieri imboccando in contromano la rotonda di largo Flaiano a Varese prima di schiantarsi contro una seconda macchina ferendo una donna di 32 anni prima che l’auto prendesse fuoco. Il 27enne risultò anche positivo all’alcol test con 1,41 grammi per litro.
Corona doveva soldi ad Ambrosino
Corona padre oggi è apparso «quasi confuso, sotto shock e molto provato», precisa il legale. Sia lui che il figlio sono rimasti feriti in modo serio nella rissa «è stato in grado di rispondere ma chiaramente è stato male in seguito alla ferita ricevuta», aggiunge ancora Margariti. Il movente, secondo gli inquirenti, è da individuarsi in un debito che i Corona, molto probabilmente il figlio Dimitri, avevano nei confronti di Ambrosino. Gli inquirenti hanno parlato di poche centinaia di euro. Anche la natura del debito è al momento stata secretata per motivi d’indagine. Già nei giorni antecedenti il fatto di sangue c’era stato un litigio acceso tra il 27enne e la vittima. Riserbo viene mantenuto anche sul perché Corona padre avesse un coltello e sula provenienza dell’arma, il 50enne ha invece spiegato di non sapere nulla delle mazze ferrate (trovate e sequestrate dagli inquirenti insieme a due lame sulluogo della rissa), nella concitazione di quanto accaduto sabato notte non avrebbe visto nulla. L’uomo, molto probabilmente, comparirà martedì prossimo davanti al Gip del tribunale di Varese Marcello Buffa per la convalida del fermo.
