Molestò giocatrici di volley, chiesti oltre 700mila euro di danni al coach

VARESE – L’udienza davanti al Gup del tribunale di Varese, Rossana Basile, si è chiusa oggi, martedì 14 aprile. Le parti civili hanno concluso, così come ha fatto il difensore dell’imputato, l’avvocato Marco Natola, protagonista di una «difesa tecnica», al termine della quale il legale non ha chiesto l’assoluzione per il proprio assistito, ma un contenimento entro i termini di legge della pena richiesta dal pubblico ministero Maria Claudia Contini, quantificata dall’accusa in 12 anni e 10 mesi. A processo, con l’accusa pesantissima di violenza sessuale su minore, c’è l’ex coach, 55enne, di una squadra di volley femminile amatoriale di un piccolo comune vicino a Varese. Le presunte vittime hanno tra i 13 e i 16 anni. Le indagini erano partite a novembre 2024, quando una delle ragazze si era confidata con la madre, che aveva immediatamente fatto scattare la denuncia.

Cosa chiedono le vittime

Le parti civili, dieci in tutto quelle costituitesi a fronte di 12 parti offese, hanno depositato le richieste risarcitorie al termine della discussione. Complessivamente le richieste, che hanno varie entità, ammontano a circa 700mila euro. Molti legali di parte civile, tra questi l’avvocato Elisabetta Brusa, che assiste tre delle ragazze costituitesi in giudizio, hanno anche chiesto il pagamento di una provvisionale. «Le ragazze e i loro familiari – ha commentato Brusa – chiedono una sentenza giusta. Molte delle giovani vittime hanno affrontato e stanno ancora affrontando un percorso di supporto psicologico per cercare di superare l’accaduto. Tutte le parti civili hanno insistito sui danni subiti».

La difesa tecnica

L’avvocato Natola ha puntato, con la sua difesa, a ricostruire il quadro della situazione, composta da «contatti frequenti» con le allieve, «per i quali il mio assistito non aveva consapevolezza che potessero avere una valenza eccessiva». Il coach venne arrestato il 25 febbraio 2025 in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Varese. Dopo la prima denuncia, i Carabinieri piazzarono telecamere nascoste nella palestra dove avvenivano gli allenamenti. Da quei filmati sono emersi comportamenti che la procura ha riassunto nei 30 capi di imputazione contestati. Il giudice, chiusa la discussione, ha aggiornato l’udienza al prossimo 19 maggio per la sentenza.

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