SARONNO – Al “primo turno” di votazione – a scrutinio segreto – tre candidati hanno ricevuto lo stesso identico numero di preferenze, così è stato indetto un curioso “ballottaggio” al contrario per stabilire non i due revisori dei conti ma chi dei tre sarebbe stato nominato “supplente”. La seduta del consiglio comunale di Saronno di ieri, 13 aprile, si è surriscaldata subito su un punto teoricamente “tecnico”, la nomina dei revisori della Fondazione Focris, l’ente che gestisce la casa di riposo intercomunale di via Don Volpi.
La votazione
Due titolari e un supplente: questi dovevano essere scelti dall’assemblea civica saronnese. E ciascuno dei 24 consiglieri presenti – 16 di maggioranza e 8 di minoranza – aveva due preferenze a disposizione. Ma lo scrutinio ha restituito un risultato sorprendente, con un ex aequo per tre candidati: 16 preferenze a ciascuno per gli aspiranti revisori Pierluigi Ritrovato, Stefano Savarese e Costantino Rancati. «Così non funziona – ha scosso la testa il presidente del consiglio comunale Francesco Licata – qualcuno ha votato la stessa persona due volte». E ha invocato una nuova votazione per dirimere la questione.
Il “secondo turno”
Dopo un’accesa discussione, la richiesta di un parere al segretario comunale e una sospensione della seduta, la decisione di procedere ad un ballottaggio, ma al contrario. «Per uscire dall’impasse – il suggerimento del segretario – potete fare il processo inverso e nominare il supplente». Nonostante i dubbi dell’opposizione – l’indipendente Luca Amadio chiedeva di «seguire un regolamento, se c’è, perché qualcuno dei candidati potrebbe rimanerci male» alla fine la presidenza dell’assemblea ha optato per il “ballottaggio” al contrario. Esito: la maggioranza vota compatta per Rancati supplente e la minoranza si astiene. Così, per esclusione, i revisori sono Ritrovato e Savarese.
Minoranze all’attacco
Una conclusione che provoca la sollevazione dei gruppi di opposizione Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Lombarda, Obiettivo Saronno, Saronno Civica, indipendente Amadio: «Una nomina ordinaria si è trasformata nell’ennesima dimostrazione di come la maggioranza che governa Saronno fatichi a gestire persino le procedure più semplici. Se il voto è stato a scrutinio segreto, come può il presidente del consiglio affermare di sapere chi ha votato cosa? Se lo sapesse, saremmo di fronte a una grave violazione del suo ruolo di garanzia. Anziché limitarsi a garantire il corretto svolgimento della procedura, ha proposto di rifare la votazione modificando le modalità di voto. Una reazione che suona come: “Il risultato non è quello atteso, cambiamo le regole“». Non convince nemmeno il ballottaggio, definito «quantomeno contraddittorio», mentre finisce nel mirino anche il sindaco Ilaria Pagani, che «non ha invitato la maggioranza a sostenere almeno una candidatura femminile».
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