Novara: il vecchio green della serie A abbandonato in un prato in zona Agogna

Novara prato sintetico stadio
Nella foto scattata dal consigliere comunale Maurizio Nieli di Alleanza Novarese i resti del prato sintetico abbandonati alle spalle dello stadio

NOVARA – La notizia è fugacemente emersa negli ultimi minuti della seduta di commissione di ieri pomeriggio dedicata ancora una volta al settore dello sport, ed in particolare al tema della gestione delle morosità delle società sportive concessionarie di impianti sportivi comunali.
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Mario Iacopino si rivolgeva all’assessore Ivan De Grandis con una domanda solo apparentemente fuori contesto: «che fine ha fatto il vecchio manto erboso in sintetico dello stadio Piola?» . Domanda che lasciava sorpreso l’assessore, che non sapeva dare una risposta precisa.

«Un cittadino – aggiungeva il consigliere di Alleanza Novarese Maurizio Nieli – mi ha segnalato che probabilmente si trova alle spalle dello stadio, abbandonato in una zona verde»

Sostituito nel 2023

Il manto erboso in sintetico del Piola è stato sostituito a cura del Comune di Novara nell’estate del 2023, e completato nel mese di agosto, in tempo utile per l’inizio del campionato di serie C, categoria nella quale la nuova società Novara FC “rifondata” dopo il limbo nei dilettanti e dopo il fallimento della vecchia compagine era ritornata l’anno precedente.

Quasi mezzo milione di euro

I lavori, come ricordano le cronache dell’epoca, furono eseguiti in tre settimane dalla società Italgreen, una azienda bergamasca, la stessa che aveva realizzato la precedente superficie.

L’azienda si era aggiudicata – con una offerta di 413.820 euro – il bando pubblicato dal Comune. Il vecchio manto, si legge sempre nelle cronache dell’epoca al termine dei lavori fu «accatastato nel piazzale dello stadio».
I lavori erano stati interamente sostenuti dal Comune, che aveva provveduto ad una variazione di bilancio per integrare il capitolo di spesa sulle manutenzioni degli impianti sportivi.

«Missione compiuta –  aveva commentato esultante l’assessore De Grandis – avevamo promesso alla squadra ed ai tifosi del Novara FC che il nuovo manto del Silvio Piola sarebbe stato pronto per l’inizio del campionato, e abbiamo mantenuto anche questa promessa! Ancora qualche dettaglio e la parte burocratica da perfezionare e ci siamo».

L’idea di suddividerlo e donarlo alle squadre minori

Del vecchio glorioso green che aveva visto il Novara giocare la serie A non c’era più alcuna notizia. Subito dopo la conclusione dei lavori, l’assessore De Grandis aveva fatto sapere ai giornali che il Comune aveva intenzione di suddividerlo in più parti e di distribuirlo alle società dilettantistiche del territorio, «per evitare – diceva l’assessore – i costi di smaltimento»

Abbandonato in zona Agogna

Qualcosa però deve essere andato storto: si presumeva infatti che il grosso del prato sintetico fosse stato smaltito. E invece no. Dal piazzale del Piola dove era stato accatastato dopo i lavori, il manto ha fatto poca strada.

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Un particolare del rotolo abbandonato

Il consigliere Nieli ha documentato che i resti del manto erboso sintetico si trovano infatti, come testimoniano le foto che pubblichiamo scattate ieri pomeriggio testimoniano, nell’area verde della zona Agogna, alle spalle dello stadio. Gran parte del materiale è avvolto nelle “big bag”, i sacchi bianchi utilizzati per lo smaltimento, ma un rotolo è posato sul prato.

«Ho provato – racconta Nieli – ad aprire i sacchi bianchi ma non ci sono riuscito. Mi pare comunque molto probabile che si tratti di tutto quel che resta che vecchio manto del Piola. E del resto un rotolo giace fuori dai sacchi, a ridosso degli stessi»
Quel genere di materiale, secondo quanto si apprende, sarebbe assimilato ad un rifiuto speciale.

Non si tratterebbe di un rifiuto pericoloso, ma comunque bisognoso di uno smaltimento specifico secondo quanto prevede la normativa ambientale.

Cosa accadrà ora?

La vicenda ha ovviamente bisogno di chiarimenti. Chi era responsabile dello smaltimento? Perché non è stato effettuato secondo le norme? Come è possibile che per quasi tre anni nessuno si sia reso conto che una grande quantità di rifiuti speciali si trovava su un terreno comunale? Chi provvederà ora allo smaltimento?

Tutte domande a cui qualcuno dovrà dare risposta.

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