VANZAGHELLO – “Induina ma sa dis?” per imparare il dialetto, la lingua del cuore, giocando a Memory in classe. Per il secondo anno, l’amministrazione comunale di Vanzaghello ha promosso un’iniziativa educativa che unisce gioco, lingua e tradizione, rivolta agli alunni delle classi quarte della scuola primaria “San Francesco”. Giovedì 9 e mercoledì 15 aprile si sono svolte due lezioni speciali dedicate al dialetto, la lingua identitaria che spesso si impara in famiglia e che racconta la vita quotidiana, le esperienze e i ricordi della propria comunità.
Dare un nome alle cose è una delle funzioni fondamentali di ogni lingua. Il dialetto, in modo particolare, è profondamente legato alla vita delle persone: parla di ciò che vediamo, tocchiamo e ricordiamo. Ogni parola dialettale custodisce storie, tradizioni, emozioni e modi di vivere che fanno parte della nostra identità collettiva. Quest’anno gli alunni hanno partecipato con entusiasmo alla seconda edizione di “Induina ma sa dis?”, il Memory del dialetto, un progetto che si è arricchito di una significativa novità: l’inserimento dei modi di dire di un tempo. Espressioni colorite e curiose, tramandate dai nonni, che raccontano con fantasia e ironia la saggezza popolare e rappresentano un prezioso ponte tra le generazioni.
Strumento educativo nella scuola primaria
Il gioco del Memory, classico intramontabile amato da grandi e piccoli, si è rivelato uno strumento educativo efficace: facile da usare, coinvolgente e capace di stimolare memoria, attenzione e capacità di pensiero, favorendo allo stesso tempo la socialità e il piacere di imparare insieme. I bambini hanno così conosciuto parole ed espressioni dialettali e hanno ricevuto un elenco di termini e modi di dire, letti e approfonditi in classe, con particolare attenzione alla pronuncia corretta, grazie anche al prezioso supporto del consigliere comunale Emanuele Gatti, profondo conoscitore del dialetto.
Per l’assessore alla cultura e alla pubblica istruzione Doris Giugliano «questa esperienza ha rappresentato la base per utilizzare il Memory del dialetto, dimostrando come sia possibile imparare giocando e scoprire che le parole di una volta possono ancora insegnare, far sorridere e unire le generazioni. Valorizzare il dialetto significa valorizzare la nostra storia, la nostra cultura e il nostro territorio. È con iniziative come questa che la scuola diventa luogo di incontro tra passato e futuro, tradizione e progresso».
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