NOVARA – Un pomeriggio di sangue nel cuore nevralgico della città. intorno alle 18 di oggi, 20 aprile, sotto i portici di piazza Garibaldi, davanti alla stazione ferroviaria proprio l’ora di punta del rientro dei pendolari una lite tra due cittadini di origine straniera è degenerata in un brutale accoltellamento.
L’aggressione sotto i portici
Secondo le prime ricostruzioni fornite dai numerosi testimoni presenti, davanti agli occhi dei viaggiatori che uscivano dal sottopasso della stazione e dei cittadini in attesa alle fermate degli autobus, al termine di un acceso diverbio uno dei due contendenti ha estratto una lama e ha colpito l’altro, prima di dileguarsi rapidamente tra le vie limitrofe facendo perdere le proprie tracce.
La vittima, un uomo di origini tunisine, ha riportato una profonda ferita all’orecchio sinistro e, nel tentativo di cercare riparo all’interno di uno dei bar che si affacciano sotto i portici, avrebbe riferito ai presenti di essere stato raggiunto da un fendente anche al fianco.
L’intervento dei soccorsi
L’allarme è scattato immediatamente, portando sul posto nel giro di pochissimi minuti un imponente dispiegamento di forze dell’ordine. Due volanti della Polizia di Stato e una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri hanno messo in sicurezza l’area e avviato i primi rilievi, mentre i sanitari del 118 prestavano le cure d’urgenza al ferito.
L’uomo, che nel frattempo aveva tentato di tamponare l’emorragia all’orecchio con delle bende di fortuna, è stato poi trasportato dai soccorritori all’ospedale Maggiore della Carità in codice arancione.
Una zona ad alto rischio
L’episodio riaccende le polemiche sulla sicurezza nel comparto della stazione, da tempo considerato uno dei quadranti più caldi della città.
Solo lo scorso primo aprile, sempre nel pomeriggio, la zona era stata teatro di una rissa nel parcheggio di viale Manzoni che aveva richiesto l’intervento congiunto delle volanti e della Polfer.
In quell’occasione un uomo era finito in manette e, dopo la convalida dell’arresto, era stato trasferito al Centro di permanenza per i rimpatri di Gorizia. Il fatto di sangue di oggi, avvenuto alla luce del sole, conferma la criticità di un’area dove la tensione resta costantemente oltre i livelli di guardia.
