ALBIZZATE – «TikTok è l’inferno, è pensato per fare poltiglia del vostro cervello. È il social più profilante del mondo, guarda persino quanto si dilatano le vostre pupille per decidere quali immagini proporvi». Non solo: «È un social cinese, ma in Cina non è accessibile. Non avete l’impressone che, quando lo ha progettato, la Cina abbia scelto che nel mondo dovessero esserci cervelli di Serie A e di Serie B?». Così Alberto Pellai, celebre medico e psicoterapeuta, mette in guardia i tanti ragazzi accorsi ad Albizzate per ascoltare “Destinazione vita” – l’incontro pensato per aiutare i più giovani a comprendere e affrontare le difficoltà dell’adolescenza – dai pericoli di una vita sempre più virtuale e sempre meno reale.
Il significato dell’adolescenza
Diretto dal sindaco junior Francesco Zorzo, Pellai risponde alle domande dei ragazzi. A partire dalla più generica, ma non per questo banale: cosa significa essere adolescenti nel 2026? «Esattamente la stessa cosa di 40 anni fa – spiega Pellai -, le cose da fare sono rimaste le stesse: bisogna imparare a pensare al proprio corpo come alla propria casa, a dirigere la propria sessualità verso qualcosa che ci faccia bene, e a sentirsi parte di un gruppo». Eppure, qualcosa è diverso. «Oggi è molto più faticoso fare tutte queste cose». E ciò dipende, in larga parte, dal fatto di abitare contemporaneamente due vite: quella reale e quella digitale. Tanto per fare un esempio: «In 5 ore sui social, le ragazze vedono lo stesso numero di corpi femminili che le mie nonne vedevano in una vita intera. E quindi diventa molto più complicato accettare i cambiamenti del proprio fisico».
L’adolescenza dentro una stanza
Tra i pericoli derivanti dal mondo virtuale, poi, c’è anche il rischio del ritiro sociale. «Oggi l’adolescente vive molto bene dentro una stanza, ma ha meno desiderio di uscire nel mondo. Fino a dieci anni fa, gli adolescenti litigavano con i genitori perché volevano uscire nel mondo, oggi, invece, si resta sempre più chiusi nelle proprie stanze». Una tendenza evidenziata anche dai numeri: «Oggi, a un diciottenne italiano su due non interessa prendere la patente». Ma con quale antidoto combattere questo trend? «Con gli strumenti di base dell’esperienza umana: guardandosi negli occhi e parlandosi, per rigenerare il villaggio reale». Guarda il video:
A fare gli onori di casa, presenti anche il sindaco Mirko Zorzo («Avere con noi un grande professionista come Pellai è una grande occasione, soprattutto per i ragazzi»), la vicesindaco Eliana Brusa e l’assessore alla Cultura, Federico Maggio.

“Destinazione vita”, ad Albizzate Alberto Pellai incontra gli adolescenti
