La scommessa del museo archeologico: porte aperte al Castello di Novara

Novara museo archeologico inaugurazione
Taglio del nastro questa mattina al Museo Archeologico di Novara

NOVARA – Ancora meno di sei mesi fa, in occasione della discussione in consiglio comunale del Piano di valorizzazione del Castello Visconteo Sforzesco, parlando della ormai imminente apertura del rinnovato Museo Archeologico, era emerso con chiarezza come un po’ da tutte le parti intorno a questo progetto permanesse un diffuso scetticismo.

Un allestimento “obbligato”

Tutti sanno che al nuovo allestimento nel seminterrato del maniero si è arrivati in forza di un vincolo imposto a suo tempo dalla Soprintendenza in sede di sottoscrizione dell’accordo di programma che ha portato al completamento del recupero della struttura. E tutti conoscono i dubbi nutriti dai più sull’effettiva capacità di “sfondare” di una raccolta che riveste qualche interesse, ma che non è certo al livello di molti musei italiani.

Il cuore oltre l’ostacolo

Ciononostante, il Comune ha scelto di provare ad investire: bigliettazione on line affidata a Vivaticket, strategia di comunicazione social e newsletter, coinvolgimento delle scuole del territorio e financo una interlocuzione con il museo Egizio di Torino che potrebbe generare iniziative comuni.

Tanta gente all’inaugurazione

E così oggi, venerdì 24 aprile, all’apertura prevale l’ottimismo e si tende a guardare il bicchiere mezzo pieno. Uno sguardo positivo anche grazie alla notevole cornice di pubblico che ha accompagnato il taglio del nastro.

Canelli: «Non solo reperti»

«Con la riapertura al Castello, il Museo Archeologico di Novara non solo mostra reperti antichi, ma racconta anche la storia di chi ha contribuito a conservarli e valorizzarli – ha sottolineato il Sindaco Alessandro Canelli – Un museo che rappresenta un po’ anche la nostra città, una città aperta, culturale e capace di guardare alla memoria con uno sguardo contemporaneo».

Piantanida: «Valorizziamo la storia della città»

«Il Museo diventa uno strumento di conoscenza della cittadinanza novarese tra la seconda metà del XIX secolo e il secondo dopoguerra – ha aggiunto l’assessore alla Cultura Luca Piantanida – Si valorizza la memoria della città, il rispetto per il patrimonio e la capacità di trasmettere storie che ci appartengono».

Chiarelli: «Puntare sui giovani»

L’assessore regionale alla cultura Marina Chiarelli ha sottolineato l’obiettivo che anche questo museo dovrebbe perseguire, cioè quello di coinvolgere i più giovani. «Facciamone un luogo non silenzioso, ma che sappia fare rumore».

Rebola: «Cambio di paradigma per il Castello»

Per la presidente della Fondazione Castello Maurizia Rebola, l’apertura del museo rappresenta «un cambio di paradigma per il Castello, che finora ha vissuto soprattutto di mostre temporanee. Avere un museo permanente rafforza la vocazione del Castello come luogo di cultura capace di unire storia e contemporaneità»

Barello: «Volontà di collaborazione»

«La Soprintendenza ha partecipato attivamente alle scelte del Comitato Scientifico, prima, e all’allestimento del Museo, poi, con piena volontà di proseguire nel lungo rapporto di collaborazione esistente con il Comune – ricorda il Soprintendente Federico Barello – non solo nella condivisione dei progetti, ma anche nella tutela e valorizzazione attiva del patrimonio culturale della città e del suo territorio».

C’è anche il sito internet

Nel museo sono esposti 489 reperti su un totale di oltre 1800 pezzi della collezione civica. Un quadro completo dell’esposizione e un percorso di visita virtuale, oltre che tutte le informazioni per la visita “fisica” sono sul sito del museo, realizzato in occasione della riapertura.

 

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