Gentile Direttore,
leggo stupore, a tratti finanche incredulità, nella cronaca e nei commenti sul minirimpasto della Giunta Antonelli. Eppure quell’atto altro non è che la plastica fotografia di dieci anni di amministrazione… e ben si accompagna con la recente sostituzione del verde pubblico nelle aiuole del centro.
Da un lato la mancanza di strategia e di visione di lungo periodo; dall’altra l’incuria che ha portato alla necessità di sostituire quegli spazi verdi tanto pubblicizzati appena un anno fa. Dieci anni contrassegnati da un rapido, verticale, declino della città: sullo scacchiere nazionale e locale, e tra le sue vie, buie e abbandonate a sé stesse, da Piazza San Giovanni alla più lontana delle periferie.
Fortunatamente, però, la pena va esaurendosi. Noi Bustocchi abbiamo ormai espiato quasi tutti i nostri peccati passati, presenti e futuri. Ancora un anno e si potrà cominciare a costruire una Busto che torni curata, attraente e riferimento per tutto il circondario. Una città in cui il “bello di viverci” sia una realtà e non uno slogan vuoto.
Per farlo occorre però qualcosa di diverso rispetto all’equilibrio di poteri che tanto in basso ha portato la città. Serve qualcuno in grado di “fare”, con una visione operativa per le emergenze, ma anche con una strategia di lungo termine per le grandi partite: l’area delle Nord, lo sviluppo di Malpensa, l’ospedale unico.
Quasi impossibile trovare un simile spessore nell’attuale classe politica cittadina… se non in una figura apparentemente fuori dai giochi, ma che tanto bene ha dimostrato di fare in passato a livello istituzionale: Marco Reguzzoni.
Immagino un progetto civico che nasca dalla città e per la città, liberato dai partiti nazionali che ci trattano come una manciata di poltrone da spartire. Un progetto che coinvolga amministratori appassionati come Gianluigi Farioli e Gianluca Castiglioni, che già nel 2021 provarono, su fronti inutilmente contrapposti, ad opporsi alla deriva che l’amministrazione Antonelli aveva già messo in luce.
Il sogno di un vecchio bustocco che non si rassegna a vedere la sua città ostaggio di bande di “maranza” che imperversano in centro al calar delle tenebre, tra le ombre dei lampioni A2A? Forse sì… o forse una sfida che bustocchi capaci come quelli citati non possono rifiutare. Per il bene della loro, della nostra, città.
Silvio Tosi
Busto Arsizio
busto lettera tosi – MALPENSA24
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