Foto del sindaco con una nuova cittadina italiana scatena la polemica a Turbigo

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Il sindaco Fabrizio Allevi con un immigrato residente a Turbigo che ha ottenuto la cittadinanza italiana

TURBIGO – Post del sindaco su una nuova cittadina italiana scatena la polemica politica. Succede a Turbigo, dove il primo cittadino di Fratelli d’Italia Fabrizio Allevi è solito postare sue fotografie (come quella qui sopra) insieme agli immigrati residenti nel suo comune che acquisiscono la cittadinanza italiana. È stato così anche la scorsa settimana, con Allevi a reggere la bandiera tricolore insieme a una immigrata di fede musulmana, che si è concessa all’obiettivo indossando il velo e con un vistoso paio di occhiali da sole sul volto (nella foto sotto). Tanto è bastato per scatenare i leoni da tastiera, che hanno presto preso di mira l’immagine con commenti ironici ma anche offensivi e razzisti.

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Allevi ha finito così col tirarsi addosso le critiche di chi non vede di buon occhio l’estensione della cittadinanza agli immigrati senza fare distinzioni, e arriva in alcuni casi a invocare la remigrazione. Ma anche da sinistra hanno avuto da ridire. La colpa del sindaco? Aver lasciato libero sfogo ai commenti, senza filtri né blocchi.

Si-Avs: «Complice dell’odio in Rete»

«L’odio non può avere cittadinanza» si legge in una nota diffusa da Sinistra italiana del Castanese-Alleanza Verdi Sinistra, che «condanna il silenzio complice dell’amministrazione di Turbigo» dopo la «vergognosa ondata di insulti razzisti e omofobi apparsi sulla pagina ufficiale del Comune. È inaccettabile che la celebrazione di un atto istituzionale e costituzionale, come il conferimento della cittadinanza, si trasformi in una gogna mediatica alimentata dai peggiori istinti discriminatori. Ciò che riteniamo ancora più grave – rincarano Si e Avs – è l’inerzia dell’amministrazione comunale. Lasciare che per ore, o giorni, commenti intrisi di odio restino visibili senza alcuna moderazione o ferma condanna delle istituzioni locali non è una semplice svista: è una scelta politica. È un silenzio che si fa complicità, un ammiccare a quella parte di elettorato che si nutre di intolleranza».

Per questo, Sinistra italiana e Avs hanno chiesto «l’immediata rimozione dei commenti offensivi, le scuse ufficiali della giunta alla cittadina coinvolta e una presa di posizione netta contro ogni forma di discriminazione».

La replica: «Nessuna lezione da voi»

Allevi però non ci sta. Il post finito nel mirino, per motivi opposti, sia da destra che da sinistra è stato rimosso, ma il sindaco ha tenuto a rispondere per le rime alle critiche dell’opposizione politica. «Non perdete occasione per manifestare pubblicamente l’odio e il rancore che nutrite per chi la pensa diversamente da voi – ha replicato a Si e Avs rivolgendosi all’esponente locale Vasco Aggravi – Non accetto da lei e dai suoi lezioni di rispetto dei diritti delle persone e di democrazia. Ho sempre pensato che pubblicare foto con il tricolore di chi diventa cittadino italiano fosse una cosa corretta e sacrosanta dal momento che la cittadinanza non la conferisco io, ma come sindaco raccolgo il giuramento di chi ha ottenuto la cittadinanza dal presidente della Repubblica con decreto. Con la bandiera consegno anche la Costituzione.

«Questo – prosegue Fabrizio Allevi – mi ha attirato diverse critiche e non solo da parte dei miei, ma ciò nonostante ho continuato fino ad oggi a pubblicare le foto dei nuovi cittadini italiani quando mi veniva richiesto. Nei paesi limitrofi le cittadinanze vengono conferite con lo stesso ritmo di quello che succede a Turbigo, ma non tutti i sindaci, e rispetto la loro scelta, ritengono di comunicarlo come ho fatto finora. Non accetto e non accetterò mai lezioni da persone che da una parte continuano nel 2026 a propagandare l’ideologia comunista e dall’altra parlano di diritti e democrazia. È sbagliato, come fate voi comunisti, accusare me di complicità con chi ha insultato, lo sottolineo: sbagliando, la persona della foto. Insinuando la mia complicità, vi siete messi sullo stesso piano di quelle persone. Non avete la capacità di sostenere un confronto politico, di conseguenza offendete chiunque sia il “nemico”. Vergognatevi».

Controreplica: «Ci vediamo alle elezioni»

Da Aggravi è poi giunta la seguente controreplica: «Invece di condannare con fermezza l’odio, avete scelto di attaccare Sinistra italiana rispolverando l’etichetta di “comunisti”. Se pensavate di offenderci o intimidirci, avete sbagliato bersaglio: siamo orgogliosi dei nostri valori e della nostra identità. Il vostro tentativo di spostare l’attenzione dai commenti d’odio alle categorie del secolo scorso è un gioco trasparente che non convince nessuno. Noi continueremo a stare dove siamo sempre stati: dalla parte della dignità e del rispetto. Ci vediamo alle prossime elezioni comunali (in programma nel 2027, nda) dove saranno i fatti, e non gli insulti, a parlare per tutti noi».

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