Non solo Estrella: il risiko Pro Patria fra rumors e movimenti dietro le quinte

L'ex tigrotto Giampaolo Calzi, in uscita dal Codogno
L'ex tigrotto Giampaolo Calzi, in uscita dal Codogno

BUSTO ARSIZIO – Il tempo stringe, ma questa Pro Patria s’ha da fare!
Settimane sempre più calde e decisive sul versante biancoblù, dove il club di via Ca’ Bianca – al momento rappresentato dal 49% di Luca Bassi e dal 51% dimissionaria Patrizia Testa – sta vivendo una delicatissima fase di transizione, sospesa tra importanti trattative societarie, necessarie rivoluzioni strutturali e impellenti cambiamenti nell’area dirigenziale e tecnica. Con la regia, neppure troppo nascosta, della politica, già scesa in campo affinché, nell’anno delle elezioni, la Pro Patria et Libertate 1919 possa trasformarsi in un prezioso traino di consenso e non in un ingombrante problema da gestire.

Fra palude D e sogno C

Il tutto senza dimenticare la speranza – immeritata per quanto visto sul campo, ma comprensibile per evitare di restare impantanati nelle paludi della Serie D – legata a un eventuale ripescaggio in Serie C, per il quale il manager bustocco di Bain Capital (nella foto) ha nuovamente confermato l’intenzione di presentare domanda, proprio mentre iniziano già a emergere le prime crepe nel panorama professionistico italiano: la Ternana Calcio è sull’orlo del fallimento e altri club non sembrano certo navigare in acque tranquille.

Estrella e non solo…

La sensazione è che i prossimi giorni possano indirizzare in maniera definitiva il futuro della Aurora Pro Patria 1919. A poche settimane dalle scadenze federali di giugno, il club biancoblù è pronto insomma a tracciare una volta per tutte il proprio futuro. Sul tavolo c’è innanzitutto la proposta ufficiale presentata dalla società olandese Estrella Football Club per rilevare il pacchetto di maggioranza. Un’offerta concreta, che rappresenta ad oggi l’unico dossier emerso pubblicamente, ma che non sembra esaurire il quadro delle interlocuzioni in corso attorno alla società bustocca.

Rumors da Castellanza

Parallelamente continuano infatti a rincorrersi – con una certa insistenza, per non dire altro… – indiscrezioni che lasciano intendere come altri figure del territorio varesino stiano osservando con una certa attenzione la situazione della Pro Patria. E in questo senso il playout di serie D tra la Castellanzese di patron Affetti e la Varesina della famiglia Di Caro, disputato la scorsa domenica e risolto dal figlio dell’ex Inter e Pro Patria Antonio Manicone, è diventato inevitabilmente terreno fertile per interpretazioni e suggestioni.

Da Asmini a Grieco: antenne dritte

Tra gli addetti ai lavori presenti al “Provasi” non è infatti passata inosservata la presenza – accanto all’ormai uscente direttore sportivo tigrotto Sandro Turotti – dell’ex direttore generale della Pro Patria Salvatore Asmini, la cui “ramazza” ai tempi della serie D dei tigrotti pose di fatto le basi per la risalita bustocca nel professionismo. Ma allo stadio di Castellanza a rubare l’occhio è stato anche il patron della Varesina Max Di Caro, seduto nei pressi dell’ex allenatore della Solbiatese Vito Grieco (il cui vice in nerazzurro era stato un certo Luca Salvalaggio).

Calzi e Scandola: attenti a quei due

Un incontro casuale o il segnale di possibili contatti in vista della prossima stagione? Difficile dirlo oggi, ma il tempismo alimenta inevitabilmente  le ipotesi. E come se non bastasse, nelle ultime ore sta circolando con insistenza la voce secondo cui l’ex tigrotto Giampaolo Calzi – uno dei nomi più gettonati del momento insieme al diesse della Pro Sesto ed ec Varesina Andrea Scandola – sarebbe sul punto di dire addio al Codogno. Un dettaglio che – unito alla presenza dello “Zio” Giampa (indimenticabile la coppia in biancoblù con “Nonno” Teo Serafini, fresco vincitore del campionato alla guida della Tritium) a diverse partite della Primavera bustocca – aggiungerebbe e aggiunge ulteriore materiale a un mosaico in evoluzione.

Una stagione tutta da programmare

Coincidenze, semplici sovrapposizioni o primi movimenti concreti verso una nuova struttura tecnica e societaria?
In questo momento ogni scenario resta aperto, ma il tempo stringe e le scadenze federali impongono decisioni rapide, anche perché c’è tutta una società da ristrutturare, tutta una squadra da allestire e tutta una stagione da programmare, a partire dal ritiro.

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Pro Patria risiko  – MALPENSA 24
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