Centrodestra di Varese, impasse sul candidato sindaco: «Primarie necessarie»

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Cattaneo (Noi Moderati), Argentiero (FdI), Bordonaro (Lega), Leggio (FI) e Mulas (Lombardia Ideale) agli Stati generali del centrodestra di Varese

VARESE – Modello Busto 2016. Il centrodestra varesino guarda a quanto accadde a Busto 10 anni fa quando, la coalizione cittadina si trovava in un’impasse con più papabili alla candidatura a sindaco. E così, in quel di Busto, si decise di affidare la scelta del leader di coalizione agli elettori con le primarie, sistema prediletto dal centrosinistra, ma in quell’occasione efficace anche a destra.

Non se ne esce

E così, il centrodestra di Varese, che dopo gli Stati generali di qualche settimana fa è caduto in glaciazione, sta ora pensando di sfoderare il sistema delle primarie per la scelta del candidato, «ma soprattutto – confida più di un esponente varesino della coalizione – per risvegliare l’entusiasmo in un elettorato che sta in ammollo in un torpore pericoloso e che si può tradurre in astensionismo».

Un po’ di storia: cosa accadde a Busto

Vediamo innanzitutto il parallelismo. In quel di Busto, nel 2016, i papabili erano 3: Emanuele Antonelli con panni civici (divenne Fratello quattro anni dopo), Eugenio Vignati (civico pure lui) e la leghista Paola Reguzzoni. Antonelli, che poi divenne sindaco, sbaragliò il campo incassando 3.766 voti, mentre la donna forte del Carroccio bustocco masticò amaro con 1.104.

E a Varese?

In quel di Varese, al momento, ci sono due nomi più accreditati di altri. E sono quelli di Luca Marsico, ex Forza Italia, lontano dalla politica di partito da qualche anno e vicino – si dice – a Lombardia Ideale e Raffaele Cattaneo, sottosegretario in Regione ed esponente di punta di Noi Moderati. Entrambi vantano un pedigree politico di altissimo livello. Sul tavolo mancherebbe un nome di Fratelli d’Italia – Giossi Montalbetti? Luigi Zocchi? – ma anche uno della Lega e uno di Forza Italia. E qui si apre il cinema, poiché c’è chi intesta Luca Marsico in quota Carroccio per via della benedizione del governatore della Lombardia (ufficiale o ufficiosa che sia); chi ricorda che Marsico è stato per anni in Forza Italia e fa valere in maniera retroattiva l’appartenenza politica e chi invece, afferma che si tratta della candidatura di Fontana e non del Carroccio.

Sfumature che, giorno dopo giorno, sono diventate ostacolo a un dibattito che, forse, nemmeno c’è, poiché creerebbe fibrillazioni. Ed è anche per questo che i capataz cittadini stanno seriamente pensando di mettere in campo le primarie. Insomma, un po’ come nella moderna Formula 1: una gara sprint prima della competizione vera con gli avversari del centrosinistra, tra chi ambisce a guidare il centrodestra. Possibile? «Probabile, quasi certo – afferma un esponente del centrodestra – Lo strumento di per sé non entusiasma, ma visto che ogni nome messo sul tavolo scontenta pezzi di coalizione, le primarie, oltre che utili, sono a questo punto necessarie».

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