Progetto rivoluzionario da 11 milioni per ripristinare i boschi distrutti da tempeste

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MAGENTA – Intervento record di “restauro ecologico” per rimediare ai danni climatici su 500 ettari di habitat protetti. È stato presentato questa mattina, venerdì 15 maggio, nell’aula magna della Riserva “La Fagiana” di Magenta (nella foto) il Life Forest4Future, un progetto di eccellenza e innovativo per la tutela del patrimonio naturale che vede il Parco Lombardo della Valle del Ticino come Ente capofila e sarà mirato principalmente a individuare nuove forme di gestione forestale, differenti caso per caso, adatte a rigenerare i boschi con composizione dominante di specie autoctone.

Life Forest4Future si propone come un modello scientifico e formativo replicabile su scala nazionale e nasce come risposta ai danni causati da eventi meteorologici estremi, come la tempesta dell’autunno 2018 o l’uragano che nell’estate del 2023, poche settimane dopo la tempesta che abbatté 5.000 alberi a Milano, investì con una forza mai vista gli splendidi querceti tra Vigevano, Cassolnovo e Abbiategrasso.

Life Forest4Future presentato a Magenta

Con un investimento complessivo di oltre 11 milioni di euro (11.326.911,23) l’iniziativa mira al ripristino di circa 485 ettari di habitat forestali in 8 siti Natura 2000 tra Lombardia e Piemonte e punta a trasformare l’emergenza in un’opportunità di innovazione per la gestione forestale europea. La durata è prevista in 7 anni e la partenza sarà a settembre.

Il progetto affronta quattro minacce critiche: la diffusione di specie aliene invasive, gli effetti dei cambiamenti climatici, la perdita di funzionalità degli ecosistemi e la mancanza di una strategia di gestione condivisa. Le ampie radure aperte dagli schianti da vento sono diventate nicchie vulnerabili per specie aggressive come ciliegio tardivo, robinia e ailanto, che impediscono il naturale rinnovamento dei boschi autoctoni, diminuendone il valore ecologico e paesaggistico.

Estate 2023 spartiacque

L’estate del 2023 ha rappresentato un vero spartiacque per gli ecosistemi della Pianura Padana nord-occidentale. La combinazione tra siccità prolungata e tempeste violente ha distrutto circa 1.500 ettari di boschi protetti. Il progetto Life Forest4Future non si limiterà alla messa a dimora di alberi e arbusti, ma introdurrà un modello di “foresta adattativa” che si basa sull’utilizzo di pratiche selvicolturali che imitano i processi naturali per rigenerare il bosco in modo autonomo e resistente, attraverso la selezione di specie e geni potenzialmente resistenti al deperimento. Partendo dai risultati del progetto scientifico ResQ si svilupperà anche un modello di collaborazione pubblico-privata, per definire strumenti di valorizzazione dei servizi ecosistemici, così da garantire che il mantenimento delle foreste sia sostenibile economicamente nel lungo periodo.

Il progetto è cofinanziato dall’Ue (per 6,79 milioni di euro), dagli Enti beneficiari (4,13 milioni) di cui il solo Parco Lombardo della Valle del Ticino contribuisce per 1.793.470 euro. Per Ismaele Rognoni, presidente del Parco, «la vittoria del bando Life Forest4Future rappresenta un importantissimo traguardo raggiunto dall’Ente. La nostra volontà è stata quella di intervenire in maniera strategica, sperimentale e visionaria sul recupero del patrimonio boschivo devastato dal ciclone del 2023. In particolare, circa 7 milioni di euro saranno destinati al ripristino degli ettari distrutti nelle zone di Vigevano, Abbiategrasso, Ozzero e Cassolnovo. Non c’è miglior risposta delle azioni concrete: risorse vere, progetti reali e un piano finalmente strutturato per restituire futuro ai nostri boschi. Ora, al lavoro!».

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