BUSTO ARSIZIO – No di Volandia alla presentazione di un volume nei suoi spazi museali, all’interno della rassegna bustocca BA Book. Sgarbo istituzionale o sgambetto politico a qualcuno degli organizzatori della kermesse libraria? La domanda si pone alla luce delle indiscrezioni, anche malevoli, che arrivano da diverse fonti. Le quali sottolineano come, in un primo tempo, il consiglio direttivo di Volandia abbia concesso l’autorizzazione all’evento sulla base del tema affrontato dall’autore, Vittorio Beonio Broccheri, uno scrittore appassionato di volo, scomparso nel 1979, che ha firmato “Al vento delle steppe”. Si tratta del reportage di un’avventura aviatoria del 1934 sui cieli della Russia di Stalin. Nulla di più attinente alla missione divulgativa del museo, sede scelta non a caso.
Il libro, edito da De Piante, piccola quanto prestigiosa casa editrice di Busto Arsizio, è stato curato da Antonio Armanno. Appuntamento che BA Book ha messo in agenda per il 24 maggio ma che ha sorprendentemente ricevuto il successivo stop dei vertici dell’esposizione dirimpetto a Malpensa. Perché? Nessuno sembra voler sbilanciarsi sulle motivazioni, anche se pare che a porre il veto sia stato in prima persona Marco Reguzzoni, oggi con la casacca di Forza Italia, presidente della struttura ospitata nei capannoni delle ex officine Caproni. Una sorta di censura dopo il via libera concesso in un primo tempo. Di nuovo, perché?
A Volandia, prima dell’intervento di Vittorio H. Beonio Brocchieri, nipote dello scrittore, avrebbe dovuto parlare per i saluti istituzionale Manuela Maffioli, neo onorevole e assessore alla Cultura a Palazzo Gilardoni. Presenza scontata visto il ruolo istituzionale dell’esponente leghista. Per farla breve, la presentazione di “Al vento delle steppe” è stata spostata, sempre per il 24 maggio alle 16, nel loggiato della casa editrice, in via Zappellini 15. Un cambio in corsa, all’indomani del precedente annuncio che informava dell’appuntamento in calendario a Volandia e che aveva già ricevuto parecchie adesioni.
“La presentazione presso il Museo di Volandia – spiega una nota – è soltanto rimandata a una prossima occasione”. Ma cosa sia effettivamente successo non si sa, a meno che si debba prestare orecchio alle tante illazioni che inquadrano l’accaduto in questioni politiche piuttosto che in problemi organizzativi successivamente subentrati. Che in un simile contesto finirebbero per apparire una scusa, magari inverosimile rispetto ai contorni della vicenda.

