Flop a teatro nella “sua” Busto per l’ex prete Ravagnani. Adinolfi: «Torna sacerdote»

BUSTO ARSIZIO – Appena un centinaio di biglietti staccati in una sala da 640 posti. Il ritorno nella sua “città del cuore” non porta bene all’ex prete influencer Alberto Ravagnani, che ieri sera, 15 maggio, ha messo in scena al Sociale il suo monologo “Una scelta”, il cui titolo richiama quello del libro uscito in concomitanza con la decisione di abbandonare la tonaca. «Torna sacerdote» l’appello che gli rivolge il giornalista ed ex deputato Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia. «So che sta alla canna del gas».

Il flop

Cosa è successo all’ex don Alberto Ravagnani? È tornato a Busto Arsizio per la prima volta da quando non è più sacerdote ma la sala del Teatro Sociale dove si è esibito nel suo spettacolo “Una scelta” – ampiamente promosso sul suo profilo Instagram da oltre 300mila follower – ha racimolato appena un centinaio di spettatori. Eppure i suoi precedenti in città – in occasione delle rassegne letterarie in cui presentava i suoi libri – avevano sempre attirato grandi folle. E Busto è il suo “posto del cuore”, come la aveva definita nel video promozionale dello spettacolo: è quella dove è stato coadiutore dell’oratorio San Filippo e dove, ai tempi della pandemia e dei lockdown, si è inventato youtuber e influencer per non perdere il contatto con i ragazzi della sua parrocchia. Domani sera, 17 maggio, Ravagnani replica al teatro Lirico Gaber di Milano, ma anche lì il pienone è lontano.

Adinolfi: «Ti sfruttano»

«Torna sacerdote»: è l’invito che gli ha rivolto poche ore prima dello spettacolo il leader del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi, dedicandogli un lungo post sui social in cui condanna la scelta di lasciare la tonaca. «So che sta alla canna del gas – le parole di Adinolfi – chi lo manovra e lo ha illuso di chissà quali guadagni ha prodotto tantissimo fumo (ospitate tv a 300 euro), ma zero arrosto. Il libro ha venduto poco e niente (è al posto 2.864 della classifica di Amazon), ora è a caccia disperata di soldi e infatti i video li gira ancora dalla cameretta che non ha lasciato della parrocchia di San Gottardo sui navigli, dove vive. Per racimolare due euro lo mettono su un palco teatrale per due date. Don Alberto, tutto questo perché? Ne valeva la pena? Farsi manipolare così non è folle?». Ecco perché, per il giornalista ed ex deputato, Ravagnani dovrebbe fare retromarcia: «Torna in te don Alberto, torna sacerdote, torna come tutti noi miseri peccatori (io per primo) a far riposare il tuo cuore nella resa all’amore di Dio, nella richiesta inesausta della Sua misericordia. Torna a guadagnarti lo stipendio da prete e a smettere di penare da accattone di un sistema mediatico che ti sfrutta e manco ti paga».

«Busto, il mio posto del cuore». L’ex prete influencer torna con il suo tour a teatro

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