LUINO – Ad accendere la campagna elettorale a Luino a una settimana dal voto è la vicenda del Cas, il centro di accoglienza per migranti che sarebbe dovuto sorgere presso l’ex caserma dei Carabinieri situata presso il confine di Fornasette. E che invece ospiterà i Vigili del fuoco. Tema su cui sono intervenuti nel giro di poche ore tre dei cinque candidati sindaco in corsa. Tra note, video e contro-video.
La nota di Cataldo e il video di Pellicini
La questione del Cas a Fornasette, già finita un anno fa al centro delle polemiche politiche in riva al lago e ben oltre, è tornata improvvisamente nel cuore del dibattito cittadino in seguito alla nota diffusa la scorsa settimana dal consigliere comunale leghista Davide Cataldo. Che annunciava il cambio di destinazione d’uso per la struttura, con l’arrivo dei Vigili del fuoco al posto dei richiedenti asilo. Notizia rilanciata da Andrea Pellicini, candidato per la lista Vento del Verbano, attraverso un video pubblicato su Facebook nel pomeriggio di ieri, venerdì 15 maggio. In cui il già sindaco e deputato di Fratelli d’Italia illustra la decisione del Ministero dell’Interno, «su interessamento del sottosegretario Emanuele Prisco – dice Pellicini – contattato dal sottoscritto e dall’onorevole Stefano Candiani». E poi aggiunge: «Questo dimostra quanto sia importante per Luino avere un sindaco che sia anche deputato, che quindi tiene i collegamenti coi Ministeri».
La risposta di Bianchi
Ma nel pomeriggio di oggi, sabato 16 maggio, è il sindaco Enrico Bianchi, candidato di Proposta per Luino, a pubblicare un video. In cui commenta le parole di Pellicini. «La responsabilità dell’ex caserma dei Carabinieri di Fornasette è della Prefettura e quindi del Ministero dell’Interno – sottolinea – l’assegnazione quale centro di accoglienza dei 16 cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale non è stata portata avanti per ragioni di sostenibilità economica e logistica. La dichiarazione del prefetto disponibile sul sito del Comune di Luino lo spiega in dettaglio». Quindi illustra le tappe seguenti dell’iter. «Un successivo avviso di manifestazione di interesse per l’area è andato deserto. Il comandante provinciale dei Vigili del fuoco ha contattato il sindaco di Luino e a seguire la Prefettura richiedendo l’ex Caserma per alloggi da destinare a Vigili del fuoco provenienti da fuori provincia. E il 12 maggio 2026 l’immobile è stato restituito all’Agenzia del Demanio per successiva consegna al comando provinciale dei Vigili del fuoco. Nel documento della Prefettura non c’è indicazione di altre figure istituzionali. Questo è stato un lavoro istituzionale delle parti interessate».
La nota di Artoni
E non si è fatta attendere nemmeno la reazione di Furio Artoni, candidato sindaco per gli Stati generali del centro destra. Che ha diffuso una nota sulla vicenda.
Fornasette: i pompieri spengono l’incendio. E ora tutti corrono a raccogliere le ceneri.
Ovvero: come in campagna elettorale chiunque abbia firmato una lettera diventa artefice della storia – e chi scrive comunicati stampa batte chi ha fatto presenze istituzionali. Almeno finché non si vota.
L’Italia ha un talento che nessun altro popolo le invidia: quello di produrre padri dei risultati altrui. In tempo di elezioni, questo talento si moltiplica. Non per due. Per venti (o Vento). A Luino, primavera 2026, il moltiplicatore ha raggiunto proporzioni degne di studio accademico.
La storia, in breve – per chi non l’ha vissuta.
La Prefettura di Varese decide di destinare l’ex caserma dei Carabinieri di Fornasette a Centro di Accoglienza Straordinaria. Un Cas, come si dice in acronimo, con quella “S” di “Straordinaria” che in Italia sopravvive di solito più a lungo delle giunte comunali. La notizia fa storcere il naso a molti: siamo sul confine svizzero, in una zona già delicata per i flussi di frontiera. La minoranza consiliare di Luino esprime contrarietà. Sobria, argomentata, priva di urla – che in politica è già un fatto degno di nota.
Poi interviene la realtà, nella sua forma più pragmatica: la Prefettura di Varese, nella comunicazione ufficiale firmata dal Prefetto Rosario Pasquariello, chiarisce che i bandi per l’utilizzo dell’immobile sono andati deserti per ben due volte consecutive. Non per effetto di battaglie politiche, non per lettere protocollate con fanfara: semplicemente perché nessun gestore si è fatto avanti, scontratosi con la ridotta ricettività della struttura, la distanza dal centro urbano, la posizione a ridosso del confine svizzero e gli elevati costi di gestione – in particolare per il riscaldamento, data l’altitudine della località.
Traduzione in italiano corrente: il Cas non è caduto per meriti altrui. È caduto da solo, di suo, per ragioni strutturali ed economiche certificate dalla Prefettura.
Dopodichè inizia il festival.
In campagna elettorale, si sa, il politico italiano subisce una metamorfosi straordinaria. Da semplice amministratore diventa artefice cosmico. Un autentico Mago. Sarà l’aria elettorale, sarà colpa di qualche magico incantesimo del vento. Eh già il vento. Ogni lettera inviata diventa una battaglia vinta. Ogni ringraziamento protocollato diventa un’epopea.
Così, l’8 maggio 2026, il consigliere comunale Davide Cataldo – candidato nella lista Vento del Verbano alle prossime amministrative – annuncia trionfalmente che l’ex caserma andrà ai Vigili del Fuoco. E ricorda, per chi avesse smemorato, che a ottobre 2025 aveva scritto una lettera. Magari inviata con i piccioni viaggiatori o con un aereo di carta spinto dal vento per rendere tutto più bucolico.
Una lettera.
Ora tutti i felici candidati “ventosi” rivendicano la paternità. In mezzo: la Prefettura che lavora, i bandi che vanno deserti, il Comando provinciale dei Vvf che manifesta interesse autonomamente, e il Prefetto Pasquariello che firma la comunicazione ufficiale al Comune.
I ringraziamenti fioccano come coriandoli a Carnevale: sottosegretari, prefetti, parlamentari, sindacati, il delegato Cisl Cortese, il Comando provinciale. Tutti citati, tutti ringraziati. Tutti tranne uno: il Prefetto, che è l’unico che ha davvero deciso — e il cui nome compare soltanto nella nota ufficiale inviata al Consiglio comunale, non nei comunicati stampa di chi festeggia.
Curioso.Chi c’era al tavolo
Al tavolo permanente in Prefettura – quello dove si discuteva concretamente del destino dell’immobile – la minoranza consiliare di Luino era rappresentata da una sola persona: il sottoscritto.
Una. Io.
Non mi attribuisco nessun merito: il merito è del Prefetto e delle istituzioni che hanno gestito la vicenda con equilibrio e competenza. Sono andato a quel tavolo per rappresentare una posizione – quella della comunità – non a fare il miracolo. I miracoli, come detto, si rivendicano dopo. Le posizioni si esprimono prima.
La mia era nota, chiara e documentata. Senza slogan, senza raccolta firme simbolica, senza comunicati urlati. Con il solo strumento che un consigliere ha: la presenza istituzionale.
Una nota logistica, per i più entusiasti
Nell’euforia generale, teniamo presente queste considerazione: destinazione giusta, entusiasmo comprensibile, ma il lavoro non è finito. O si risolve il problema logistico, o si accelera sulla nuova caserma dignitosa che il distaccamento di Luino attende da anni – quella per cui esiste già un accordo con il Ministero dal 2020 (con relative passarelle di partiti), e i cui cantieri sembrano aspettare soprattutto i comunicati stampa di chi li ha già inaugurati idealmente tre volte.
Ma forse è più comodo emettere comunicati stampa.
La notizia è buona. Nessun Cas a ridosso del confine svizzero è un risultato che soddisfa logica e buon senso. I nostri Vigili del Fuoco meritano una sistemazione degna.
Il resto è campagna elettorale. E la campagna elettorale, come Fornasette, ha i suoi demiurghi stagionali: arrivano in primavera, rivendicano tutto, spariscono dopo il voto.
Io resto.
Elezioni 2026 LUINO Bianchi per il bis. Corsa a cinque per la poltrona di sindaco
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