«Teatro di frontiera», Terra e Laghi festeggia vent’anni di incontri con 85 spettacoli

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VARESE – «Per Terra e Laghi questa è la ventesima edizione: vent’anni di incontri, ma soprattutto vent’anni nel territorio che lo ospita, l’Insubria e la Macroregione alpina». Come ha sottolineato oggi, martedì 19 maggio, la direttrice artistica Silvia Priori, «è un festival internazionale si svolge lungo il confine, così da non avere più barriere, ma luoghi di incontro». Il programma degli eventi, come annunciato a Palazzo Estense alla presenza di Davide Galimberti ed Enzo Laforgia, rispettivamente sindaco e assessore alla Cultura di Varese, si stende da maggio – con una serie di anteprime, a partire da giovedì 21 – fino a novembre; l’apertura ufficiale prevista è per il 21 giugno ai Giardini Estensi con “La regina delle nevi”.

Ricostruire le comunità

Galimberti ha ricordato l’importanza del festival, che «tocca gran parte del territorio, coinvolgendo tante amministrazioni e realtà locali. Un’area che, unita da tante iniziative, si è consolidata ed è diventata veicolo per rafforzarne altre». Laforgia, facendo riferimento all’immagine simbolica del salto oltre i confini, ha parlato di Dante che, «in un suo passo paragona la condizione umana ai pesci nel mare, dove non ci sono barriere a isolare o separare. Penso che, come assessore alla Cultura, la mia funzione sia mettere insieme le persone e di questa esperienza ventennale spicca non solo la longevità ma anche la qualità delle proposte. Riuscire a mettere insieme le persone pacificamente, senza che si scannino nel livore in cui si trovano ora quotidianamente, è già una conquista straordinaria: quella di ricostruire le comunità. Anche quando ci sono differenti posizioni di pensiero; perché il dialogo è “pericoloso”, possiamo cambiare opinione. Ma è la forma migliore di pratica democratica, per la democrazia ci vuole più orecchio che bocca».

Portare eventi nei territori lontani dai centri culturali

«Vogliamo creare un abbraccio, un agorà», ha spiegato Priori che, per dare un’idea del lavoro compiuto “dietro le quinte” con studentesse e studenti tirocinanti dell’Università dell’Insubria ha fornito qualche numero: «Sette mesi di teatro, ottantacinque spettacoli divisi in prosa, family e circo, quarantaquattro Comuni coinvolti. Una delle caratteristiche principali di Terra e Laghi è anche la direzione artistica condivisa con le amministrazioni comunali: questo festival è di tutti noi, una grande famiglia. Si può ancora dialogare e mettere ponti, portando gli eventi nei territori dormitori, lontano dalle dinamiche dei grandi centri culturali: è lì che c’è bisogno di teatro». «Sono ammiratore da anni di Gabriele Vacis – ha aggiunto Matteo Inzaghi, direttore di Rete 55 – e intervistando lui, Mario Pirovano e Luigi D’Elia ho avuto il piacere personale di toccarne la profondità – anche questa un’analogia con i pesci – di pensiero. Penso che in questo caso si realizzi la quintessenza di una parola oggi abusata, “glocal”, perché il festival affonda profondamente le sue radici nella terra dei laghi ma vola altissimo, persone che stanno dando un senso all’evoluzione del linguaggio».

Apertura ufficiale con “La regina delle nevi”

Nonostante la quantità di proposte, quello finora mostrato non è il programma completo: «Ci sarà anche una parte europea, dedicata agli altri Stati che si affacciano sull’arco alpino – così Priori – inoltre all’interno di Terra e Laghi si tiene un altro piccola rassegna, il Cadegliano Festival – Piccola Spoleto in memoria di Gian Carlo Menotti che, oltre a essere il fondatore del Festival dei Due Mondi, fu uno dei più famosi compositori a livello globale». Gli eventi avranno inizio giovedì 21 maggio all’Incontro di Besnate con “Oh! Gli straordinari racconti di un grande libro bianco” ispirato a Hervé Tullet e portato in scena da Catalyst, compagnia di Firenze. L’apertura ufficiale di Terra e Laghi sarà ai Giardini Estensi venerdì 5 giugno con “La regina delle nevi” di Teatro Blu, «un omaggio allo sport – ha raccontato Roberto Gerboles, suo autore insieme a Priori – che ora è visto come un grande business se vuoi far carriera, Invece è una manifestazione molto antica dell’essere umano, necessaria per esprimersi ed elevare il suo spirito. Il teatro non ha risposte da dare ma deve porre le domande giuste, quelle che fanno crescere».

Il Teatro dei Burattini di Varese verso i cinquant’anni

Terra e Laghi ricevette – ha ricordato il segretario Juancinque medaglie al merito dal presidente Napolitano per diffondere il teatro a livello internazionale; come hanno annunciato Massimo Mastromarino e Valentina Boiotto, sindaco e vicesindaco, a Lavena Ponte Tresa darà il via a una vera e propria stagione: «Potevamo dare vita – queste le parole del primo cittadino – a un’amministrazione di confine, che difende il territorio con chiusure. Ma abbiamo scelto un’amministrazione di frontiera, che ha qualcuno di fronte ed è pronta al confronto. A Ranco, Oltrona di San Mamette e Carnate, rappresentati rispettivamente da Daniele Gennari, Mariarita Ferraro e Mario Riva saranno sul palco le donne delle classicità “Ecuba”, “Cassandra” ed “Elena di Sparta” (“Penelope” a Varese).
Il festival non ospiterà solo arti sceniche ma anche figurative: partirà così il percorso verso i cinquant’anni del Teatro dei Burattini di Varese che si completerà nel 2028. «Iniziamo subito perché quando si ha una certa età è meglio fare le cose prima», ha dichiarato Chicco Colombo. «Saranno esposte delle mie opere che avranno come tema il lago. Abito a Cazzago Brabbia e vedo che i pesci stanno scomparendo, perciò li dipingo sui muri per fare felici i suoi abitanti». Inaugurazione approvata da Sergio Rossi, direttore di Radio Missione Francescana ma anche iscritto al Cai di Gavirate che nel 2026 compie ottant’anni: «“La regina delle nevi” è appropriata».

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