VISTO&RIVISTO Almodovar: realtà e finzione nella vita di ognuno di noi

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di Andrea Minchella

VISTO

AMARGA NAVIDAD, di Pedro Almodovar (Spagna 2026, 111 min.).

Almodovar è una certezza. Come Woody Allen, il suo modo di raccontare è diventato ormai una liturgia laica di cui non ci stancheremo mai. Le storie dei suoi film, in fondo, sono le nostre storie e i personaggi che si muovono tra drammi, rancori, pianti e piccole gioie assomigliano profondamente a chi di noi è sempre pronto a guardarsi dentro per meglio capire il mondo in cui vive.

“Amarga Navidad” è un piccolo ma intenso resoconto dell’arte che si insinua nella nostra vita. Della finzione che si confonde con la realtà, dell’amore che si trasforma in un sentimento sempre nuovo e pronto a farci perdere il controllo. Almodovar con gentilezza scrive e realizza una pellicola in cui un regista cerca di scrivere, dopo parecchio tempo, un film che inevitabilmente pesca continuamente dalla sua vita e dalle sue infinite esperienze spesso segnate da dolore e insicurezze. La vicenda della sceneggiatura di Raul si avvinghia alla realtà restituendoci un flusso narrativo multiforme che ingloba finzione e verità con assoluto equilibrio e con poetica grammaticale perfettamente elaborata.

“Amarga Navidad” abbraccia i suoi personaggi per proteggerli da un mondo spesso spietato e insensibile. La morte e la malattia diventano tappe fondamentali di un’esistenza che si fa più dura ma che è in grado di avvicinare le persone al senso della vita e alla dolcezza dei rapporti che siano di amicizia, di amore o semplicemente familiari. Il lutto e la sua elaborazione sono la tappa obbligatoria da cui tutti passano e che può, e deve, trasformarsi in una rinnovata e terapeutica energia per continuare il complicato percorso della vita.

Raul scrive una storia in cui l’esperienza personale si insinua quasi prepotentemente modificando continuamente il percorso dei fatti. La sua assistente e il suo compagno vengono trascinati nello scritto assumendo forme diverse ma rimanendo identici nell’anima e nel cuore. Riconoscersi nella storia di Raul non ha lo stesso effetto: mentre il suo compagno Santi accetta quasi passivamente il personaggio a lui ispirato, marginale e poco incisivo, la sua collaboratrice Monica si mostra subito contrariata di ritrovare nella sceneggiatura fatti personali e intimi che sperava rimanessero solo nelle confidenze a Raul.

Il film si snoda attorno alle vicende personali di persone reali che si trasformano, cambiando pochi connotati, nell’impianto drammaturgico del nuovo lavoro di Raul. Questa commistione tra realità e “fiction” diventa un potente corto circuito, quasi terapeutico, che riposiziona e modifica i rapporti tra le persone coinvolte.

Uno scritto per quanto possa essere frutto di immaginazione riesce sempre a strappare aspetti intimi e quasi segreti di chi lo sta realizzando. Scrivere, ci dice Almodovar, diventa inevitabilmente una sorta di confessione al mondo della propria vita privata fatta di gioie, dolori, segreti e sensi di colpa.

Anche in questo lavoro Almodovar mette al centro il corpo, inteso come involucro perfetto di un’anima spesso sofferente e piena di ferite. L’arte, il cinema, la scrittura e la musica possono, in parte, curare le ferite e attenuare il dolore della vita.

“Amarga Navidad” è un lavoro prezioso e sussurrato che ci fornisce qualche spunto inedito e intimo per meglio comprendere il nostro ruolo nel mondo o anche semplicemente nel rapporto con la nostra compagna, con nostra madre o con un amico. Potente e necessario.

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RIVISTO

INCONTRERAI L’UOMO DEI TUOI SOGNI, di Woody Allen (You Will Meet a Tall Dark Stranger, Stati Uniti- Spagna 2010, 98 min.).

Allen alle prese con i rapporti familiari che diventano legami necessari e fardelli insopportabili. Con ironia e cinismo assistiamo ad una coppia alle prese con una crisi sentimentale che stravolge le loro vite e quelle dei loro familiari. Attori perfetti per una vicenda leggera piena di spunti di riflessione sulla difficoltà dei rapporti umani. Un classico universalmente moderno.

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