Presupposti elettorali e convitati di pietra

elezioni politica vannacci
Seggi elettorali aperti domenica 24 e lunedì 25 maggio

C’è una città in Lombardia, Vigevano, che più di altre sarà monitorata lunedì 25, alla chiusura delle urne del test amministrativo di domenica 24 e, appunto, lunedì in quasi 750 comuni italiani. E’ lì, nella città degli Sforza, che si presenta l’unico candidato apertamente sostenuto da Roberto Vannacci, il quale, da quando ha tradito la Lega di Matteo Salvini, è il nuovo spauracchio del centrodestra. Si tratta della prima prova palese della consistenza elettorale del Generale, tra curiosità ed effettive adesioni alla sua agenda politica dopo l’affollatissimo comizio che ha tenuto nella piazza Ducale vigevanese.

In giro per il Paese, nei centri dove si vota, Vannacci è presente in forme, diciamo così, virtuali, un po’ sottotraccia ma in aiuto ad alcuni candidati. Ad esempio, a Legnano. Qui sponsorizza Carolina Toia, un’altra fuoriuscita dalla Lega proprio nella città del Carroccio e del simbolo iconico del movimento che fu di Umberto  Bossi, Alberto da Giussano. Diciamo che è lui, Vannacci, il convitato di pietra di queste elezioni, destinate in qualche modo a verificare la salute dei partiti e degli schieramenti in sede locale con inevitabili rimandi nazionali.

Aspettative, tante. A cominciare dal centrosinistra che fa forza sul cosiddetto campo largo, proposto in molte sedi elettorali (ma non in tutte) a riprova, dicono da sinistra, della volontà di presentarsi uniti alle politiche del prossimo anno. Un po’ più complicato, a quanto sembra, lo scenario a destra. Le situazioni delle liste che si richiamano alla maggioranza governativa lasciano intendere incomprensioni e impuntature esiziali per la necessaria compattezza vincente. Poi, è chiaro, in politica mai dire mai, benché gli strascichi della batosta referendaria di marzo e le attuali difficoltà economiche e di politica internazionale rischino di pesare più del dovuto sulle scelte degli elettori.

In Lombardia sono chiamati alle urne 93 Comuni. Il test riguarda soltanto due capoluoghi di provincia, Mantova e Lecco, due partite apertissime da seguire con attenzione anche per lo sfarinamento delle coalizioni. Più in generale, le urne offriranno verdetti anche sugli equilibri interni dei due schieramenti principali. C’è da capire chi primeggerà tra Lega e Forza Italia, in gara a suon di “zero virgola” per conquistare il secondo posto dopo i “Fratelli” di Giorgia Meloni. Non proprio uno scherzo in prospettiva del confronto politico romano e a fronte del pericolo incombente dei “futuristi” di Roberto Vannacci, la maggiore insidia che fa capolino dentro e fuori da questa tornata elettorale. Accanto, seppure con altre basi analitiche, c’è il possibile assenteismo di un elettorato che vorrebbe una politica capace davvero di costruire, non di distruggere e autodistruggersi.

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