Omegna, pace fatta sul plateatico di San Vito: «Ora voltiamo pagina»

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OMEGNA – Una soluzione burocratica per salvare la tradizione e guardare al futuro con più serenità. Dopo mesi di tensioni sotterranee e cifre in bilico, l’Associazione “Un secolo di San Vito” e il Comune di Omegna hanno siglato l’accordo per sanare gli arretrati della tassa sull’occupazione del suolo pubblico (il cosiddetto plateatico) legati ai mercatini della storica festa patronale. Un sospiro di sollievo per l’evento simbolo del Cusio, che rischiava di rimanere schiacciato sotto il peso del passato.

Il “pasticcio” del plateatico e i conti in rosso

Per anni la politica locale aveva aggirato lo scoglio burocratico con un gioco a somma zero: il comitato organizzatore doveva una cifra al Comune per i mercatini e l’amministrazione erogava un contributo di pari importo come compensazione. Un meccanismo consolidato che però si è inceppato sotto la giunta dell’ex sindaco Paolo Marchioni.

Il risultato? Un buco da 25 mila euro di arretrati (relativi al 2018, 2019 e 2023) contestato all’associazione guidata da Valentino Valentini. Cifre insostenibili per una realtà che vive di volontariato.

L’accordo sancisce ora una rateizzazione strategica: dal 2025 al 2030 il Comitato pagherà 4.166 euro all’anno. Di contro, Palazzo di Città si impegna a versare un contributo minimo di 5 mila euro l’anno a sostegno dei festeggiamenti (la delibera per il 2025 è già sul tavolo).

Una sorta di nuova “partita di giro”, anche se i calcoli finali vedono comunque gli organizzatori sborsare circa 20 mila euro complessivi. «Dobbiamo sempre sperare nel bel tempo per far quadrare i conti – ammette Valentini – perché i fondi sono meno e non abbiamo sostegni strutturali da altri enti pubblici».

La svolta e la reazione: «Gesto di responsabilità»

L’intesa viene però letta dagli organizzatori non come una resa, ma come l’alba di un nuovo corso. In una nota congiunta, il presidente dell’Associazione, Valentino Valentini, e il presidente del Comitato Festeggiamenti, Matteo Pino, hanno voluto fare chiarezza con la cittadinanza:

«Il confronto che ha portato all’accordo non è solo un atto di responsabilità contabile, ma rappresenta il primo, fondamentale passo verso una totale rinascita della festa omegnese più sentita ed amata. Negli ultimi anni le pesanti restrizioni del Covid e il maltempo hanno inciso pesantemente sugli incassi. La tentazione di rinunciare è stata forte, ma l’amore per Omegna e per la sua tradizione ha prevalso su tutto. Questo accordo serve a voltare pagina».

I vertici di San Vito precisano inoltre che il 2024 è stato regolarmente saldato e che l’Associazione ha già versato al Comune ben 14.166 euro, cifra che comprende la tassa del 2025 (pari a 10 mila euro) e la prima rata del debito pregresso.

Obiettivo futuro: esenzione totale per il Terzo Settore

Undici giorni di eventi gratuiti, il banco di beneficenza, la solenne processione con la benedizione del Lago d’Orta, i mercatini e i celeberrimi fuochi d’artificio. San Vito è il motore turistico ed economico della città, ma è anche una macchina di solidarietà: tutto ciò che avanza viene devoluto in beneficenza.

Proprio per questo, i presidenti guardano già oltre il 2030, lanciando un appello chiaro all’amministrazione: applicare il Regolamento Comunale per ottenere in futuro l’esenzione totale del plateatico in quanto iscritti al Terzo Settore.

«I mercatini sono direttamente funzionali al sostegno economico della festa – concludono Valentini e Pino –. San Vito vive grazie al cuore di chi ci lavora e all’abbraccio della sua gente. Siamo pronti a ripartire insieme, fieri delle nostre radici e convinti che il meglio debba ancora venire».

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