Panathlon Varese, tra memoria e futuro: basket a tutto campo con Alfieri e Scola

Panathlon Varese Pallacanestro Varese
foto Cecchin www.fotoline.org

VARESE – Una serata intensa, ricca di contenuti, visioni e passione sportiva quella organizzata sera dal Panathlon Club Varese al Golf di Luvinate. Tema centrale il basket, raccontato attraverso il titolo evocativo dell’incontro: “Le Sere dei Miracoli – L’eredità di un sogno, lo sguardo al futuro”.

La serata

Ad aprire la conviviale è stato il presidente del Panathlon Club Varese, Luca Broggini, che ha sottolineato il significato profondo dell’iniziativa: “Il Panathlon a Varese vuole essere un luogo di confronto e crescita, capace di unire memoria e prospettive future attraverso testimonianze di grande valore umano e sportivo”. Ospite principale della serata il giornalista e caporedattore del Sole24Ore Marco Alfieri, autore del libro “Le Sere dei Miracoli”, che ha accompagnato i presenti in un viaggio tra storie, successi, intrecci e protagonisti dell’eredità lasciata dalla gloriosa Pallacanestro Varese. Un racconto a tutto campo, tra memoria e identità sportiva, moderato dal giornalista varesino e firma della Gazzetta dello Sport Antonio Franzi.

Palla a Luis Scola

Grande attenzione anche per l’intervento dell’ospite speciale Luis Scola, CEO di Pallacanestro Varese, presente accanto al presidente Toto Bulgheroni. L’ex campione argentino ha offerto una riflessione ampia e concreta sul futuro della pallacanestro europea, toccando temi cruciali come sostenibilità economica, innovazione e il progetto NBA Europe. Tra i passaggi più significativi, Scola ha indicato nel 2028 la possibile data di partenza del nuovo progetto continentale: “Probabilmente il 2027 sarà difficile, ma il 2028 dovrebbe essere l’anno giusto”. Il CEO biancorosso ha poi affrontato il tema dell’entertainment sportivo e del rapporto con il modello americano: “Il modello NBA non può essere copiato e incollato in Europa, nessuno lo ha mai detto. Le aspettative sono altissime, ma qualcosa deve cambiare perché oggi la pallacanestro, così com’è, è insostenibile. Gli esempi delle ultime stagioni lo dimostrano chiaramente”. Scola ha quindi ribadito il proprio legame con il progetto Pallacanestro Varese e la volontà di costruire un percorso duraturo: “Sono orgoglioso di far parte di questa piccola parte di storia, che speriamo di arricchire ancora di più, magari anche con un pizzico di fortuna. Stiamo cercando e costruendo la strada per riportare Varese ancora più in alto”. Infine, il focus sulla sostenibilità come elemento imprescindibile per il successo sportivo: “Noi siamo un’azienda di pallacanestro e il nostro obiettivo è arrivare a vincere. Oggi nello sport vediamo realtà che raggiungono il successo grazie a forti iniezioni economiche, ma che non incarnano la sostenibilità. Questi progetti possono sembrare vincenti, ma prima o poi finiscono. La sostenibilità è ciò che permette di arrivare dove vogliamo arrivare e soprattutto di restarci”. Domande, curiosità e confronto diretto hanno animato il dibattito per oltre un’ora, confermando il valore di una serata che ha saputo intrecciare storia, cultura sportiva e visione strategica.

Rally tra curiosità e segreti: il Panathlon Varese accende la passione

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