“Alvise Sarto? Ottimo per Varese”. Mazzetti presenta i gioielli della A-2

Alberto Mazzetti A-2 gioielli

CASORATE SEMPIONE – Un campionato di A-2 vinto alla grande con Scafati. Alberto Mazzetti in coppia con Frank Vitucci è stato protagonista della clamorosa rimonta che ha riportato la società Givova nel massimo campionato di basket. E per l’allenatore di Casorate Sempione la stagione è stata un’occasione privilegiata per analizzare giocatori italiani spesso snobbati dal “piano di sopra”.

Vincere un campionato è sempre qualcosa di molto importante. Farlo in una piazza esigente come Scafati dev’essere stato speciale

A Scafati siamo partiti in mezzo a mille difficoltà. Poi abbiamo risalito la classifica step by step, facendo oggettivamente qualcosa di impronosticabile: dal 14° posto, con tante squadre competitive davanti, abbiamo vinto la A-2. Insieme a Frank abbiamo sempre fatto sempre un passettino alla volta. Questa è stata la nostra forza. Siamo riusciti a trasformare la pressione in uno stimolo emotivo, il tutto all’interno di un campionato equilibratissimo. Scafati e Nello Longobardi hanno sempre ambizioni molto elevate. Devo dire che tutti insieme abbiamo remato nella giusta direzione per raggiungere la promozione in A-1.

In uno scenario sempre più povero di giocatori, la A-2 è diventata il campionato degli italiani?

In A-2 giocano solo due stranieri e quindi c’è più spazio per gli italiani. Molti ragazzi ci giocano per scelta, mi vengono in mente Tambone e Denegri. Altri ci arrivano perché hanno caratteristiche di minor atletismo rispetto alla A-1. Stiamo comunque parlando di un campionato estremamente competitivo, che si è disputato con otto turni infrasettimanali e trasferte in tutta la penisola. I giovani giocatori italiani ci sono. Bisogna avere il coraggio di farli giocare. E bisogna avere l’onestà intellettuale di aspettare la loro evoluzione, anche a costo di perdere qualche partita. Poi quelli bravi brillano di luce propria. Penso a Bertini e Virginio, autori di un’ottima stagione. Così come penso a Pajola, che gli anni scorsi ha fatto tanta gavetta prima di arrivare.

E allora qual è il nodo?

Il nodo è principalmente culturale. Domanda: siamo disponibili a investire in un percorso di crescita dei giocatori anche a costo di prescindere dal risultato? Purtroppo credo di no.

Crescita indispensabile soprattutto se i college Usa portano via i migliori prospetti nazionali

Certamente. Per i giocatori italiani “non di nome” questa diaspora rappresenta l’opportunità per salire di livello: quelli di A-2 in A-1 e quelli di B Nazionale in A-1. Faccio il nome di Zampini, che ha già giocato in A-1 a Cremona, ma che poi è stato perseguitato dagli infortuni. Ecco, questa congiuntura internazionale può consentire a questi ragazzi di fare carriera.

Alvise Sarto e Liam Udom sono stati accostati a Varese. Che giocatori sono?

Sono due ottimi giocatori, completamente diversi l’uno dall’altro. Sarto è il giocatore che più mi ha impressionato. Lo seguivo da tante stagioni. Quest’anno però ho visto in lui una crescita costante. Ha aggiunto sempre qualcosina nel suo modo di stare in campo. Era un tiratore specialista sugli scarichi. Adesso è molto bravo senza palla, molto bravo a capire cosa fa la difesa avversaria sulla uscita blocchi, molto bravo a prendersi un vantaggio. E’ capace di andare al ferro e di crearsi un palleggio-arresto-e-tiro. Secondo me lui è una scommessa che si vince facilmente in una squadra di medio livello di A-1. Udom ha mezzi atletici importanti. Quest’anno è migliorato tantissimo nel tiro da fuori e secondo me nel massimo campionato può essere efficace in difesa contro gli americani.

Bertini, Maretto e Sankarè sono già protagonisti di mercato

Tutti e tre ottimi giocatori. Ne aggiungo un altro, che quest’anno mi ha fatto una buonissima impressione in prospettiva crescita: Massimiliano Moretti di Cento. Lungo di 205 centimetri del 2005, ancora acerbo e da sviluppare, ma che può diventare un giocatore di A-1.

Aggiungiamo qualche altro nome?

Naturalmente Federico Zampini. E cito anche Tommaso Vecchiola, che in A-2 sta scalando le gerarchie. I giocatori escono, bisogna dar loro le opportunità giuste e saperli sviluppare in palestra. Non dico Milano e la Virtus, ma quelle squadre di A-1 che non hanno il budget per vincere lo scudetto hanno la possibilità di lanciare volti nuovi.

Qual è la top three di giovani di A-2 secondo Alberto Mazzetti?

Alvise Sarto lo abbiamo già nominato. Al secondo posto metto Matteo Cavallero, che conosco fin da ragazzino, di cui ho apprezzato l’evoluzione e che dall’Urania andrà a giocare a Udine. E poi aggiungo Massimiliano Moretti di Cento, giovane lungo che ha bisogno di giocare molto e di avere la vetrina giusta per emergere. Ne aggiungo un quarto che mi ha impressionato: Stefano Trucchetti di Pesaro. Ha già esordito in A-1 a Sassari, ma che secondo me ha la sfacciataggine giusta per emergere.

Basket, Scafati promossa in A. In panchina capolavoro del duo Vitucci-Mazzetti

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