Novara, Futuro Nazionale stringe l’assedio su De Grandis: nuova mozione di sfiducia

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Il gruppo di Alleanza Novarese-Futuro Nazionale: Mauro Gigantino, Michele Ragno e Maurizio Nieli

NOVARA – Alleanza Novarese aggiunge ufficialmente alla propria denominazione il nome di Futuro Nazionale e riparte all’attacco del vicesindaco e assessore allo sport Ivan De Grandis, esponente di primo piano di Fratelli d’Italia, depositando una mozione di sfiducia che chiede di discutere in una seduta segreta e con voto a scrutinio segreto.

Il documento, protocollato ieri negli uffici della Segretaria Generale del Comune di Novara (insieme alla richiesta di modifica della denominazione del gruppo) , segna l’ennesima accelerazione della frattura politica che sta scuotendo il centrodestra a Palazzo Cabrino.

Al centro del contendere non c’è solo la travagliata gestione delle deleghe allo Sport, ma un nodo politico ben più intricato: la permanenza dei “neovannacciani” nel perimetro della maggioranza guidata dal sindaco Alessandro Canelli.

Il fattore “seduta segreta”

La mossa strategica firmata dal gruppo consiliare di Michele Ragno, Mauro Gigantino e Maurizio Nieli punta a scardinare i blocchi d’aula. Richiedendo formalmente che la mozione venga trattata a porte chiuse e votata nel segreto dell’urna, il gruppo fa leva su un precedente tecnico ben preciso.

Viene infatti richiamato il Consiglio comunale dello scorso 8 aprile 2026, quando si discusse la proposta di revoca delle deleghe dello stesso De Grandis presentata dal Partito Democratico e dagli altri gruppi di centrosinistra.

In quell’occasione, la Segretaria Generale chiarì che, qualora il dibattito si fosse spostato sui “meriti e demeriti”, nonché sulle “qualità morali” e sull’etica pubblica di una persona, il Regolamento avrebbe consentito se non imposto la seduta segreta.

Nel nuovo testo depositato, AN-Futuro Nazionale invoca proprio l’articolo 54 della Costituzione (“disciplina ed onore” nell’adempimento delle funzioni pubbliche) per qualificare il giudizio come “non esclusivamente politico”, blindando così la richiesta di un voto segreto.

Eventualità che potrebbe nascondere più di un franco tiratore tra i banchi della maggioranza, se si dovesse dare ascolto ai mille distinguo emersi in più di una occasione da parte anche di autorevoli esponenti dei partiti di governo.

Il “buco nero” dello Sport: le sei questioni nel mirino

Il documento mette nero su bianco un lungo elenco di criticità sulla gestione degli impianti e dei fondi comunali.

Vicende che già nei mesi scorsi avevano trovato ampio spazio nelle cronache di Malpensa24.

Nello specifico, la mozione elenca sei punti d’accusa considerati emblematici di una “gestione improvvisata”.  L’impianto del Terdoppio: sotto i riflettori per le gare d’appalto annullate in autotutela e ancora in attesa di una soluzione regolare. Via Spreafico: contestata la totale assenza dell’assessorato nel riassetto logistico di una struttura ancora non pienamente fruibile e carente sotto il profilo della sicurezza.

Il manto sintetico dello stadio “Silvio Piola”: il testo menziona esplicitamente presunte violazioni delle norme ambientali legate alla rimozione e allo smaltimento del prato erboso.

I nodi finanziari: si va dalla gestione della tensostruttura per la Libertas al mancato controllo sui debiti fuori bilancio (poi ritirati dall’aula), fino a quella che viene definita “cronicizzazione debitoria” di diverse società sportive del territorio.

La faglia politica e l’ombra degli equilibri di giunta

L’affondo di Alleanza Novarese-Futuro Nazionale non risparmia lo stesso primo cittadino.

La mozione ricorda come, durante la seduta di aprile, lo stesso sindaco Canelli avesse ammesso pubblicamente “errori enormi sulla sistemazione del campo da softball. Arrivando addirittura a fare propria la definizione di «buco nero» coniata dal capogruppo del Pd Nicola Fonzo.

Ma ciononostante Canelli ha deciso di non togliere le deleghe a De Grandis. Per i tre di Futuro Nazionale questa posizione sarebbe il frutto di una sottomissione alle pure “esigenze di equilibrio interno alla maggioranza“.

Una logica che, secondo AN-Futuro Nazionale, starebbe penalizzando il buon andamento della macchina amministrativa e l’immagine stessa della città.

Con il deposito di questo atto, la palla passa ora alla presidenza del Consiglio e alla Segretaria Generale.

Ma l’impatto politico è già evidente.

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