SOLBIATE OLONA – Un Distretto di Polizia Locale per la Valle Olona: il progetto del comandante di Solbiate Olona Paolo Finamore tra i migliori della Lombardia. Presenza più capillare sul territorio, tempi di risposta più rapidi e una maggiore capacità di prevenzione, che si tradurrebbero in una maggiore percezione di sicurezza per i cittadini: questi i vantaggi immaginati dal comandante nel suo project work, che concretizza un’idea che circola ormai da un paio di anni in Valle, lanciata per primo nel dibattito pubblico dal consigliere comunale di Marnate Luca Vergani.
L’idea
Un Distretto di Polizia Locale associato per la Valle Olona, capace di mettere in rete risorse, competenze e servizi per garantire maggiore sicurezza ai cittadini e una gestione più efficiente delle amministrazioni comunali. È questa l’idea al centro del project work elaborato dal comandante della Polizia Locale di Solbiate Olona, Paolo Finamore, nell’ambito del Percorso di Qualificazione per Comandanti e Responsabili di Servizio della Polizia Locale promosso dall’ente di formazione regionale PoliS-Lombardia e finanziato da Regione Lombardia. Il progetto, intitolato appunto “Distretto di Polizia associato della Valle Olona”, è stato selezionato tra i 12 migliori elaborati sui 70 presentati dai partecipanti al corso, che si è svolto a Milano tra marzo e giugno 2026 e si è concluso con la presentazione di un project work come prova finale.
Il progetto

Finamore ha illustrato il progetto davanti all’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione Civile, Romano La Russa, proponendo un modello organizzativo che prende spunto dalla Legge Regionale 6 del 2015, normativa che incentiva le forme associative tra Comuni per la gestione dei servizi di Polizia Locale. «Focus del project work è l’analisi delle caratteristiche di un Comando Unico della Valle Olona – sottolinea il comandante Finamore – muovendo da uno scenario di quattro Comuni (primo nucleo ipotizzato), si descrive un servizio che mira ad andare oltre al mero adempimento operativo, trasformando in benessere sociale tangibile uno sviluppo territoriale integrato, dove la competenza tecnica evolve in sicurezza reale percepibile. L’ottimizzazione delle risorse e l’interoperabilità tra Enti non sono solo obiettivi d’efficienza, ma i driver per elevare gli standard professionali del Corpo di Polizia Locale. Il valore pubblico generato dal servizio associato della Polizia Locale si manifesta soprattutto nella capacità di rispondere in modo più efficace, coordinato e omogeneo ai bisogni delle proprie Comunità: l’aggregazione tra più Enti consente infatti di superare i limiti organizzativi e operativi dei singoli Comuni, favorendo una gestione integrata delle risorse umane, tecnologiche e finanziarie».
E ancora: «Una Polizia Locale organizzata in un Distretto di Polizia associato può garantire perciò una presenza più capillare sul territorio, tempi di risposta più rapidi e una maggiore capacità di prevenzione – descrive Finamore – questo elemento è fondamentale, perché la fiducia nelle istituzioni nasce anche dalla percezione di un presidio efficace e di prossimità ai propri cittadini. Un ulteriore aspetto da non sottovalutare riguarda l’efficienza amministrativa: la gestione associata permette economie di scala, evitando duplicazioni e ottimizzando l’impiego delle risorse; ciò si traduce in un utilizzo più responsabile dei fondi pubblici e in una maggiore sostenibilità dei servizi nel lungo periodo. Allo stesso tempo, viene favorita la buona prassi attraverso la standardizzazione delle procedure e l’adozione di pratiche condivise, elevando la qualità dell’azione amministrativa stessa. Dal punto di vista sociale, il servizio associato promuove anche una maggiore equità territoriale: i cittadini, indipendentemente dal Comune di appartenenza, possono beneficiare di livelli di servizio più uniformi, riducendo disparità e disuguaglianze».
E infine: «Tale valore pubblico si esprime nella capacità di innovare: strutture più ampie e integrate sono generalmente più predisposte a investire in formazione, tecnologie e modelli organizzativi avanzati, rendendo la Polizia Locale non solo un presidio di controllo, ma anche un attore attivo nella promozione della legalità, della sicurezza urbana e della coesione sociale».
Le conclusioni
«Il servizio associato della Polizia Locale rappresenta uno strumento moderno strategico per generare valore pubblico, – sostiene Paolo Finamore – poiché coniuga efficienza, equità, qualità dei servizi, rafforzamento del rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni ed eleva gli standard professionali del Corpo, garantendo un presidio del territorio più capillare, autorevole e rispondente alle dinamiche di una comunità in continua crescita e trasformazione». Il comandante ha inoltre sottolineato come la costituzione di un distretto associato non comporterebbe alcuna perdita di autonomia per i Comuni aderenti. I sindaci continuerebbero infatti a esercitare, ciascuno sul proprio territorio, le prerogative attribuite loro in qualità di Autorità locale di pubblica sicurezza. Ma in più «otterrebbero un servizio di Polizia locale di eccellenza».
Al termine del percorso formativo, Finamore ha ringraziato l’amministrazione comunale di Solbiate Olona per il supporto ricevuto e il gruppo di lavoro che ha contribuito alla realizzazione del progetto, composto dai colleghi Ivan Bettini (Casalmoro), Paolo Dalle Ave (Fenegrò e Lurago Marinone), Stellario Speranza (Cocquio Trevisago), Alessandro Ferro (Arconate) e Simone Vella (Godiasco Salice Terme). Un lavoro di squadra che ha permesso a un’idea nata dalla riflessione sulle esigenze del territorio di distinguersi tra le migliori proposte elaborate dai comandanti e responsabili di servizio provenienti da tutta la Lombardia.
«Serve un Distretto di polizia locale della Valle Olona»: lo propone Vergani da Marnate
