MILANO – Resta sotto il controllo giudiziario del Tribunale di Milano la Caddell, la multinazionale statunitense General Contractor responsabile dei lavori di costruzione del nuovo consolato degli Stati Uniti d’America nell’area dell’ex tiro a segno di piazzale Accursio. Il gip del Tribunale di Milano ha convalidato il decreto d’urgenza emesso dai pubblici ministeri, che dispone la misura cautelare dell’amministrazione giudiziaria per la filiale italiana della società con sede in Alabama.
Il meccanismo del caporalato nei cantieri
L’inchiesta, condotta dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, ha portato alla luce un presunto sistema di sfruttamento del lavoro e caporalato edilizio all’interno di una delle più importanti commesse diplomatiche sul territorio nazionale. Al centro dell’indagine vi è il consorzio “Ksc”, a cui la multinazionale americana aveva subappaltato le opere civili del complesso consolare. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso testimonianze, pedinamenti e rilievi documentali, all’interno del cantiere operavano decine di operai, in gran parte di origine egiziana, sottoposti a condizioni di lavoro definite degradanti e di grave sfruttamento. I lavoratori venivano retribuiti con paghe orarie ben inferiori ai minimi previsti dai contratti collettivi nazionali, privi di adeguate tutele assistenziali e previdenziali, e costretti a turni massacranti per accelerare il completamento delle strutture.
La convalida del gip e la cooperazione della multinazionale
Nel motivare il provvedimento di convalida, il gip ha evidenziato come la misura del controllo giudiziario non abbia una natura puramente punitiva, bensì una finalità terapeutica e di bonifica aziendale. Lo scopo del tribunale è quello di affiancare alla governance della società un amministratore nominato dai giudici per recidere i legami con i subappaltatori spregiudicati, verificare i contratti in essere e ripristinare la piena legalità all’interno del cantiere, salvaguardando al contempo la prosecuzione dei lavori della sede diplomatica. Nel corso dell’udienza, i vertici della Caddell hanno manifestato un atteggiamento di piena apertura e cooperazione con l’autorità giudiziaria milanese. I rappresentanti legali della multinazionale hanno confermato la volontà di avviare immediatamente un audit interno e di collaborare con l’amministratore giudiziario per sanare le irregolarità, dichiarandosi del tutto estranei alle condotte di sfruttamento perpetrate dal consorzio subappaltatore e intenzionati a garantire il rispetto delle normative sul lavoro italiane ed europee.
Milano, secondo fermo per caporalato nel cantiere del Consolato USA
