CUNARDO – «Questo mio primo libro è nato da una sensazione che avevo sin da piccola, che il mondo che vediamo non esista davvero ma ci sia un’altra dimensione. Nel bosco, nell’acqua e nelle caverne potrebbe nascondersi qualcosa di vivo e molto antico: presenze invisibili, buone e cattive». Così Elisabetta Bonora ha parlato di “Betty e l’oro di Cunardo”, opera che sabato 13 giugno vedrà la sua presentazione ufficiale alle 10 alla biblioteca di Induno Olona. «Il racconto si sviluppa tra la fine degli anni settanta e negli ottanta e si lega ad alcuni fatti misteriosi che avvennero, molti coinvolsero proprio me».
Un territorio di boschi, mulini e tante leggende
Primo di una saga di quattro libri – «una serie legata, come scoprirà il lettore, dall’elemento comune dell’acqua» – dà vita a un universo ricco di magia nel Nord di Varese, un territorio di boschi, mulini e tante leggende. Nei meandri sotto la Valganna e Cunardo scorre un’acqua magica che rende le persone più buone e generose ma folletti e altri personaggi, come l’imbalsamatore di menti, guidati da entità più malvagie, vogliono impedire che sia bevuta. Protagonisti dell’avventura sono sei bambini e luoghi suggestivi come la cappella di San Gemolo o “la cascata dalle mille forme” che si incontra alle grotte appena fuori Induno.
Il messaggio
Come ha spiegato Bonora, tra le pagine ho voluto lanciare agli adolescenti un messaggio di coraggio e inclusione: «Affrontare i problemi con fiducia in sé stessi, e non lasciare da parte le persone che si sentono sole». L’autrice è nata a Cunardo nel 1966 e qui è cresciuta prima di trasferirsi a Varese, dove vive attualmente. Ha compiuto studi di carattere aziendale ma è sempre stata appassionata di letteratura e in particolare di romanzi storici ma anche fantasy su re e regine, maghi e folletti. La sua opera preferita è “Il conte di Montecristo” di Alessandro Dumas. Lavora nel settore dell’abbigliamento ed è mamma di una figlia, Beatrice.
Cunardo ricorda il giovane Alessandro Cannone: i suoi quadri in mostra

