Sport e management: Ivan Basso e Marco Vitale in cattedra a Brescia

Sport management Ivan basso

BRESCIAIvan Basso mattatore di “100 minuti di management e sport“. L’incontro, organizzato dalla società di consulenza Vitale-Zane & Co, si è tenuto a Brescia, ed ha coinvolto tra gli altri l’economista Marco Vitale e Giacomo Pedranzini, amministratore delegato di Kometa. 

Basso ha parlato delle sue esperienze prima da atleta e ora da dirigente sportivo. Il team manager della Polti-Visit Malta ha raccontato le soddisfazioni, ma anche le difficoltà di passare da un ruolo all’altro, dal creare e mantenere una team che è in continua e costante crescita. Non si è nascosto neppure dall’affrontare il tema della sua squalifica da corridore spiegando come alla fine quel periodo buio lo abbia fatto crescere, lo abbia forgiato, prima come atleta e ora come manager. “Ora riesco a dare il meglio nei momenti di difficoltà. Anzi, più il momento è difficile più so che farò bene. E questo mi dà molta serenità nell’affrontare i problemi”. Basso, che nei prossimi giorni volerà a Malta, ha parlato anche di futuro del team: “Non solo andremo avanti, ma vogliamo anche rafforzarci. Crescere. Fondamentale restare in classifica nei primi 30 team perché altrimenti è difficile fare attività, ma la mia idea è quella di creare anche un ‘Progetto giovani’. Di avere un gruppo di ragazzi di 18-19 anni di grande talento e prospettiva da inserire gradualmente nel mondo del professionismo”. 

Tagliente, e particolarmente interessante, un intervento nel quale Vitale, agganciandosi al fatto che Basso è nel CdA di Kometa Italia, ha detto: “E’ una scelta giusta, logica, che non dovrebbe sorprendere perché questa è un’azienda agroalimentare legata allo sport e ai suoi valori. E Basso, con la sua esperienza, può aiutarla a migliorarsi, a crescere. Invece troppo spesso il nostro è un capitalismo ottuso, legato solo alla finanza. Troppe volte i board di aziende, anche molto importanti, sono composti invece solo da persone che non conoscono neppure i loro prodotti e il loro mondo. Talvolta, che neppure credono in quello che fanno. Gli interessa solo l’aspetto finanziario“. 

Pedranzini, che con Kometa è da otto anni sponsor nel mondo del ciclismo aggiunge: “Noi siamo produttori di cibo e la dieta sana, il cibo salubre, è fondamentale per la salute dell’uomo. Ma assieme a questo la persona deve avere anche uno stile di vita attiva, quindi promuovere lo sport stimola questo processo. Perché il ciclismo? Perché ci piace la dedizione, il sacrificio, la fatica che questi atleti devono fare. È uno sport che in questo momento fa fatica anche a trovare sponsor, invece a noi piace poterlo aiutare”. Pedranzini ha parlato anche di “honest food“, il movimento da lui fondato e in cui crede fortemente. “Ci uniscono i valori perché honest food è un movimento di opinione che promuove un ripensamento della filiera agroalimentare. Dobbiamo lasciare perdere gli estremi, tornare al buonsenso, all’equilibrio nel produrre e consumare cibo, al sapere che ci hanno trasmesso i nostri nonni. Insomma bisogna tornare a una filiera del cibo migliore per la vita dell’uomo. E noi abbiamo usato il ciclismo per veicolare questo messaggio”.

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